libri (febbraio 2020)

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Vertigine della lista – Umberto Eco

Non solo le numerose liste (letterarie o figurative) citate e riportate ed analizzate, ma anche questo stesso libro-contenitore dà realmente le vertigini: al di là delle vaste cognizioni dell’autore, che in origine ha pensato al tema organizzando una serie di eventi per un museo londinese, la ricchezza dell’universo di liste ed elenchi di varia natura, conclusi o aperti tendenti all’infinito, sommuove le viscere.
Che sia l’eterna umana curiosità, o l’insopprimibile desiderio di abbracciare il mondo nella sua interezza; fatto sta che avere per le mani tutto questo ben di Dio di estratti – da Shakespeare ad Ariosto, da Huysmans a Calvino, da Mann ai Carmina Burana; solo per citare quelli che mi son piaciuti di più – mi ha mandato in solluchero.
E’ stata un’esperienza più sensoriale che intellettuale, quasi, non solo con riferimento alla confezione del prodotto che pure merita un elogio, ma proprio per la fantasmagoria immaginativa che scatena (un po’ come le caramelle frizzanti al limone sulla lingua).

No kid – Corinne Maier

Le considerazioni della Maier – le sue 40 ragioni per non avere figli – sono senza dubbio estremamente sbilanciate verso un’ottica sulla vita cinica ed intransigente. All’inizio, infatti, avevo immaginato di attribuirle due stelle. Poi, però, sono diventate addirittura quattro, e per una ragione precisa: condivisibili o meno, non le espone con quello che oggi chiameremmo cattivismo, e nel farlo riesce ad esprimere in modo mirabile una causticità molto concreta e diretta; che personalmente mi ha strappato svariati sogghigni di approvazione.
(Ad es.: sullo stato francese democratico-totalitario ed il suo paternalismo laico.
Sull’abdicazione all’autorità e l’imposizione dell’aconflittualità.
Sul terrorismo delle istituzioni educative e del principio di altruismo.
Tutti questi paroloni altisonanti sono esclusivamente colpa mia).
Le anime belle dovrebbero dunque astenersene. Ma per tutte le altre, via libera: questa donna sa coniugare concisione e chiarezza di idee in una serie di martellate che assesta a destra e a manca, senza nessunissimo riguardo ma con classe. Chapeu.
Il fatto che abbia citato Nanni Moretti (una scena di Caro Diario) per esemplificare la disgrazia della genitorialità, e paragonato Vissani al McDonald’s, è puro valore aggiunto.
Ora dell’ultima pagina, l’ho inserita tra le letture migliori di questo nuovo anno, nello “scaffale” apposito sul sito bibliotecario. Tanta roba. Da leggere e rileggere.

Cinzia – Leo Ortolani

Cinzia Otherside, la transessuale che è “una macchia sul vestito pulito della realtà”, è una delle creature più riuscite del padre di Rat-Man, saga sui cui albi ha fatto il suo debutto in anni ormai lontani.
Doveva essere una comparsa occasionale, come racconta Licia Troisi nella sua introduzione, ma si sa: le macchie di leopardo non si lavano facilmente, e anzi tendono a diffondersi. Così, Cinzia è ancora con noi e lotta.
Lotta contro assurdità di ogni… genere: dalla stronzaggine di chi deve “esaminarla” per consentire la modifica dei documenti d’identità, alla pericolosità della setta di lesbiche vegan che infesta l’associazione lgbtiq-sw (sw sta per “amanti di Star Wars”, una minoranza appena integrata nel gruppo per il cui riconoscimento si sta lavorando…).
Lotta, e non potrebbe farlo con più candore e maggior stile: è una che nella possibilità di una vita normale, non punteggiata di sguardi critici o spaventati, ci crede; ma che al tempo stesso è pronta anche a render pan per focaccia alla stupidità (memorabili le risposte che dà al bambinetto mentre fa animazione ad una festicciola, istigato dal padre a far presente che Cinzia non è una donna, ma un uomo. Se volete scoprirle, però, dovete leggere! 😉 )
Impossibile recensire una storia così. Si può solo indossare il vestito più bello che avete nel guardaroba e uscire per farci amicizia ❤

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Non me lo chiedete più – Michela Andreozzi

Sottotitolo: La libertà di non volere figli e non sentirsi in colpa. Il che dice tutto, ma paradossalmente per noi italiani suona più seriosetto di quanto non sia in realtà, come un entusiastico e grintoso manuale di self-help che finisce per prosciugarti le energie pagina per pagina, anziché restituirtele. Invece la Andreozzi, che non recita soltanto in commedie ma di certo in quelle eccelle, è riuscita a toccare diversi punti nevralgici con ironia e levità.
Non mancando, comunque, di dire – anzi scrivere, che obbiettivamente è meno arduo – fatterelli fondamentali:
1. non abbiamo bisogno di partorire per essere donne;
2. non abbiamo bisogno di figli per amare;
3. dobbiamo imparare a non giustificarci per le nostre scelte [come i gatti, N.d.Celia];
4. non è necessario compensare l’assenza di figli facendo qualcosa di speciale.
Ogni vita è speciale.
Saggia la conversazione immaginata su un autobus, tra una madre-con-passeggino ed una childfree; spassoso (ancorché truce) il resoconto del tipico pranzo domenicale in famiglia. L’aneddottica, rielaborata per trarne casi emblematici, spacca.
Valido per fare una bella conversazione con se stesse, ma anche per per difendersi dagli attacchi dei petulanti con originalità e spirito positivo.

Balletti verdi – Stefano Bolognini

Una buona ricostruzione storica di uno scandalo che, dal bresciano, si estese un po’ a tutta Italia nei favolosi (?) anni Sessanta. Ne ho parlato qui.

Lamentation – Joe Clifford

Un titolo che farebbe presagire disgrazia e trishtessa. E invece.
Non che manchino le vicende da emarginati: il protagonista, Jay Porter, ha un lavoro buono ma a rischio, un fratello drogato – Chris, il quale ha pensato bene di mettersi nuovamente nei casini – ed un figlio che sta per traslocare lontano da Ashton, la (poco) ridente cittadina in cui vive, al seguito della sua ex ed il nuovo compagno.
Sarà Chris, implicato in un commercio poco chiaro, e scomparso dopo che il suo socio è stato ritrovato morto, a dare il la all’intreccio giallo: che però non è il motivo per cui amerete questo romanzo.
L’atmosfera, subito ben delineata, è decisamente grigia. Grigio il clima invernale, grigia la distesa di nulla spazzata dal vento, grigie le prospettive dei residenti. Eppure, io ho avuto la bella sensazione di stare osservando, al riparo della finestra, una tempesta all’esterno. Non solo: l’abilità di Clifford nel descrivere le persone, ed il vivere semplice “di una volta” in provincia (è molto retorico e da vecchi, lo so, ma passatemela: sono una ragazza degli anni ’80, una nostalgica), mi ha fatto godere fin dalla prima pagina di una scrittura avvolgente, ma senza vezzi.
Chiamatelo pure page-turner (voltapagina), ossia uno di quei libri che ti accalappiano e non ti mollano finché non crolli dal sonno, altrimenti li leggeresti senza interruzioni: per me lo è stato. Ed è il primo della serie (di tre) che vede Jay protagonista.

Ulteriore dettaglio che ho apprezzato: la “confezione” del libro, dal formato piccolo e maneggevole ma al contempo bello solido e corposo. Sto operando una piccola selezione di case editrici che pubblicano standard simili, da esplorare come fossi al banco gastronomia / pasticceria della Conad ❤
In questo caso, si tratta di CasaSirio, collana “Riottosi”.

Perché non abbiamo avuto figli: donne “speciali” si raccontano
– Paola Leonardi, Ferdinanda Vigliani

Premesso che il (sotto)titolo è tremendo perché accomuna le non madri ai disabili in un moto di pietà pelosa, e l’autrice P.L. che l’ha scelto ne è pure consapevole avendo aggiunto le virgolette; il contenuto del libro è molto superiore alla sua apparenza.
E’ composto di interviste a donne note nel mondo dello spettacolo o della ricerca psicologica / sociologica, del giornalismo, ecc., tutte con una partecipazione al movimento femminista che spesso risale agli anni Settanta. Molto mi interessavano quella a Piera degli Esposti (che però non mi ha detto granché, ed è piuttosto breve), e quella a Rossana Rossanda (che però non c’è stata: viene infatti riportata una sua lettera nella quale declina la proposta.
Ciononostante, ho scoperto altri nomi dell’epoca ed una bella ricchezza di temi, di declinazioni del non-esser-madre, di posizioni intellettuali e politiche; inoltre le pagine del libro sono pervase non dico da modestia, ma dalla semplicità di persone che hanno deposto le armi retoriche, e sanno porsi domande. Non è poco!
Ho copiato alcuni estratti, che se mi riesce utilizzerò per discutere ancora l’argomento.

Il cuore nero della città: Viaggio nel neofascismo bresciano
– Federico Gervasoni

Francamente trascurabile. Era un nuovo acquisto appena arrivato in biblioteca (datato 2019), così ne ho approfittato: poco male, perché si legge in meno di due ore; ma salvo un paio di nomi che non conoscevo non ho trovato un resoconto di peso. Non dico che tutte le pubblicazioni di questo tipo debbano essere all’altezza del reportage di Rosati su CasaPound, per esempio, ma che senso ha – se non fare presenza e raccattare qualche soldo in più – trasferire poche informazioni già presenti negli articoli dell’autore (firma de La Stampa) in un libriccino? Per fare un libro non basta amalgamare gli ingredienti e renderli organici, occorre approfondirli.

Atlante dei luoghi inaspettati – Travis Elborough, Martin Brown

Scoperte inattese, città misteriose e leggendarie, mete improbabili: questo il sottotitolo dell’atlante compilato da Elborough ed illustrato con le mappe di Brown (ma anche corredato di foto in bianco e nero), un elenco non esaustivo ma curioso e ben raccontato di luoghi particolari, alcuni noti altri meno.
Tra i miei preferiti figurano: la Città degli Scacchi, sorta (e morta) nella Russia calmucca (nella sezione Origini inconsuete); Just Room Enough Island, una micro-isola privata sul fiume San Lorenzo (nella sezione Destinazioni eccentriche); Slope Point in Nuova Zelanda con i suoi alberi inclinati e modellati dal vento e la spiaggia di vetro di Fort Bragg, ma anche il Lago Verde in Stiria (nella sezione Posti incredibili)… e poi quasi l’intera sezione Siti sotterranei: soprattutto la Grotta di Conchiglie nell’inglese Margate, di natura mai del tutto chiarita, e l’agglomerato di caverne sotterranee abitate – con tanto di negozi – di Coober Pedy, nell’Australia meridionale.
Nel catalogo non troverete solo natura, ma soprattutto aneddoti storici e culturali (sintentici e dal tono leggero), e non soltanto meraviglie da ammirare ma anche situazioni che possono lasciare sospesi tra il ribrezzo e la stima per l’inventiva umana: la cairota Città della Spazzatura contende il titolo all’idea di utilizzare il petrolio come prodotto per l’igiene personale…
… segnalo infine un capitoletto dedicato al villaggio di Matmata, in Tunisia, dove l’hotel locale è stato parte del set di Star Wars, trasformato nella casa di Luke Skywalker.

Non costa niente – Saulne (Sylvain Limousi)

Secondo la quarta di copertina la storia di Pierre, ragazzo francese che alloggia diversi mesi in Cina, parla della “ricerca di una personale decrescita”. Vivere a Shanghai con 60 centesimi al giorno è infatti la sfida che impone a se stesso quando, nella prolungata attesa di un’eredità che tarda ad essere incassata, si trova a corto di denaro e di fronte ad un bivio: tornare in patria prima di terminarlo del tutto e programmare un rientro una volta sistemati i conti con la burocrazia, oppure restare – e campare facendo economia.
Laddove “fare economia” significa fare proprio i conti della serva, confrontando il prezzo (molto minore rispetto a quello rincarato europeo) dei prodotti acquistati al supermercato sotto casa con lo scialo per ristoranti, locali e altre incessanti amenità offerte dalla città ai turisti e agli stranieri residenti, i quali ne fanno un consumo abbondante.
In realtà, più che un percorso premeditato di decrescita, la vicenda racconta l’imprevista, imprevedibile e rigenerante intuizione di quel mondo oltre la cortina fumogena del centro città sfavillante, dove ci sono la normalità e spesso la povertà. Povertà che non è necessariamente sinonimo di vita più semplice e vera, a volte è sinonimo di sconforto, noia e vuoto: e tuttavia permette di sperimentare su di sé uno stile di esistenza non inquadrato, fuori dal vincolo asfissiante del privilegio degli occidentali impiantatisi in Asia conservando intatto il proprio senso di superiorità ed il proprio inscalfibile disprezzo.

Non amo questo stile di disegno (si tratta di una graphic novel), che non dipende dal fatto che l’autore è un autodidatta e rappresenta invece una scelta precisa, ma questo è un gusto mio.
Ho apprezzato invece che le tavole a colori iniziali vengano via via sostituite da un mix col bianco e nero, fino a lasciare dotati di una tinta accesa soltanto i cibi –  quando Pierre arriva a provare i morsi fisici e mentali della fame -, tornando alla regolarità cromatica solo nell’ultimo istante chiarificatore.

 

Lieto evento – Eliette Abécassis

Titolo cinico per Barbara, parigina che l’evento della maternità lo vive, e lo racconta, in modo nient’affatto lieto.
Lo stile dell’autrice, a me nuova ma gradita, è senza fronzoli: anche perché i fronzoli stanno tutti nell’idea romantica che la protagonista s’è fatta della propria relazione con Nicolas, goduta con passione e spensieratezza finché lui non le ha chiesto un figlio… e lei ingenuamente, con leggerezza, ha detto sì – pur non avendo alcun motivo per farlo, come appunto spiega -; naufragata poi rapidamente di fronte ad un uomo che si dimostra più figlio che padre, più ancora che sotto i colpi del rimpianto e dell’angoscia per una scelta rivelatasi distruttiva per tutto ciò che aveva amato.
“Violento, sincero, impudico” è questo romanzo per il risvolto, “feroce e spassosa” l’idea della maternità che esso veicola per il Nouvel Observateur. Lo confermo: per una volta le recensioni non mentono. Sebbene in seguito la condizione di madre diventi per Barbara – anche – un’ossessione avidamente appresa, un portato animale cui si adegua respingendo lontano illusioni e libertà perdute, non c’è in questo passaggio alcuna forzatura. La scrittura è corposa e fluente, felice.

Scopro che la Abécassis ha sceneggiato Kadosh di Gitai, film che a suo tempo ho apprezzato, e che varrà la pena rivedere.

Nel territorio del diavolo – Flannery O’ Connor

Se le lettere ed ancor di più il diario di preghiera di questa nota, citata ed ammirata autrice cattolica li ho sentiti indigesti (tanto che le lettere le ho appena piluccate), al contrario questo titolo, una raccolta di interventi ed articoli sulla scrittura, ha lo stesso effetto di un potente raggio di sole che fende una spessa nuvolaglia.
Ha un pensiero limpido come, suppongo, devono essere anche i suoi racconti e romanzi, ed uno stile asciutto ma non secco che a quel pensiero si addice. Acuta ma non sofisticata, divertita e mai dozzinale; una persona così può restituirti di botto il senso della letteratura e del perché credi di amarla, dopo mesi di encefalogramma piatto.

Considera l’aragosta – David Foster Wallace

Manco a farlo aposta, nel terzo saggio di questa raccolta viene citata anche la suddetta O’ Connor: L’umorismo di Kafka […] è in definitiva un umorismo religioso, ma religioso alla maniera di Kierkegaard e Rilke e dei Salmi, una spiritualità lacerante di fronte alla quale persino la grazia sanguinaria della sig.a O’ Connor appare un po’ scontata, le anime in gioco precotte. Certo preso così quet’inciso può sembrare critico nei confronti dell’autrice, ma no, è invece un complimento il cui scopo è di biomagnificare le caratteristiche della scrittura di Kafka.
Se fossi Foster Wallace, su questo libro scriverei un articolo dedicato, ed il paragrafo precedente sarebbe contenuto in un’apposita nota a pie’ di pagina, anzi sarebbe diviso in due: nota con la citazione, sottonota con la mia considerazione sulla citazione. Purtroppo o per fortuna non sono lui, e dunque mi limito ad una recensione elementare.
Come sempre nella sua produzione saggistica le note, appunto, sono non solo parte integrante e non marginale del testo, ma vere e proprie esperienze a sé, un po’ allucinogene per l’effetto scatole cinesi ma tanto più interessanti per questo, come se avessimo prenotato un weekend in una spa e da lì scoprissimo che i massaggi si fanno in una stanza subacquea che permette di vedere delfini e squali nuotarci attorno.
Poi c’è l’altro grande caposaldo: la varietà dei temi trattati, mai scontati, che si tratti di interventi in pubblico, articoli o reportage più lunghi. Come quello sugli Oscar del porno che apre la raccolta, impietoso e dall’umorismo leggero (perché tanto ci pensano già i protagonisti a sbugiardarsi, o forse dovrei dire sputtanarsi).
Tra i più piacevoli (intriganti) c’è il resoconto dell’ultima settimana di campagna elettorale (al seguito) di McCain nel 2000. Micidiale.

Il traghettatore – William Peter Blatty

Dalla penna dell’autore de L’esorcista (che non consiglierò mai abbastanza) sono uscite storie molto diverse, fra le quali questa ghost story. Le storie di fantasmi sono tra le mie letture preferite, dunque non potevo farmela mancare; anche se ho letto diverse recensioni non del tutto soddisfatte. Forse dipende dal tono generale, leggero e scanzonato, più che immediatamente misterioso ed inquietante; ma ciò che rimane è l’occhio brillante dell’autore sulle situazioni descritte, siano tragiche o divertenti.
Nel primo capitolo conosciamo Joan Freeboard, agente immobiliare in carriera, incrocio tra un treno in corsa ed uno scaricatore di porto: colei che radunerà ad Elsewhere, una villa disabitata su un’isoletta del fiume Hudson, l’amico scrittore Terence Dare, la sensitiva Anna Trawley, il professor Gabriel Case noto per i suoi studi sul paranormale, e naturalmente se stessa. Inutile specificare che Elsewhere ha una fama sinistra, è considerata infestata da spiriti maligni… come potete intuire, la speranza di Joan è di far pubblicare un articolo “scettico” su una rivista che contribuisca alla vendita della proprietà.
Ma dopo aver convinto un riluttante Terence (nel secondo, spassoso capitolo) ed aver raggiunto la dimora e fatto le dovute presentazioni (nel terzo capitolo, già un po’ più debole) le cose andranno semplicemente per il verso sbagliato…
… credo che le critiche a questo romanzo siano state un po’ ingenerose: non è un capolavoro, la vicenda avrebbe meritato più tensione e compattezza, e la soluzione dell’enigma si intuisce presto; eppure ciò che questo enigma ha da dire supera il piacere dell’elemento misterioso. E’ il modo in cui noi, come esseri umani, reagiamo ad esso che interessa a Blatty. Che ha costruito un mistery soft, ma pienamente commovente.

“Il mondo non è mai stato pensato per essere la nostra casa”, aggiunse Case.
“Il mondo è un posto per una notte. Solo un passaggio”.

“Un neutrino non ha massa né carica elettrica. Può attraversare tutto il pianeta in un batter d’occhio. E’ un fantasma. Eppure è reale, sappiamo che è lì, che esiste. I fantasmi sono dappertutto, secondo me. […]”


I libri non commentati:
Diario di preghiera – Flannery O’ Connor
Atlante delle isole del Mediterraneo – Simone Perotti

Liste .3: A pesca nel blogroll

Sono una donna che ama le classifiche, gli elenchi, le liste tematiche e d’ogni altro genere. Sono una che si tiene in casa un libro intitolato L’arte delle liste e che, persino, lo usa per la quotidiana sopravvivenza. Infine, sono una che legge molto, che si parli di libri, riviste, bugiardini e scontrini e naturalmente blog.
Capirete dunque lo sconcerto e l’offesa che ho provato quando ho dovuto constatare che WordPress mi consente di includere nel blogroll del menù laterale soltanto 50 link al massimo. Pur avendone cancellate almeno una ventina di recente, sono pur sempre a quota 112 iscrizioni, e non mi par giusto lasciar fuori dal novero alcuni blog che meriterebbero, ma per ragioni alfabetiche o cronologiche restano in coda. E poi, io amo la completezza: se seguo 112 blog, perché mai devono invece risultarne 50?

Dunque, per ovviare parzialmente al problema e, anche, per divertirmi un po’, ho pensato di comporre un listone – che consta appunto di 112 elementi – andando a scartabellare negli archivi di ciascun blog e scegliendo per ciascuno un post che trovo bello e vorrei consigliare.
Fra questi, alcuni sono inattivi da parecchio, se non proprio abbandonati; ma sono pochi – e trovo valga sempre la pena di fare una carezza anche a questi innocenti.
Il (dis)ordine di elencazione è del tutto casuale.
A me piacciono i piatti unici e pieni di roba diversa, tipo tajine del diametro di un metro: qui ci trovate travellers ed expats, polleggiatori e professionisti, assassini e suore, letteratura animali e (tanto) cinema, minimalisti e nerd, uomini pipistrello e Guy Fawkes, malati rari e cattolici (per qualcuno sono la stessa cosa), cuochi in erba ed etica in provetta, psicologi, archivisti, scrittori architetti fotografi e passeggiatori.
Servitevi senza fare complimenti! 🙂

  1. Salire in cima all’Everest non è un diritto. Note di etica alpinistica
    da Il ballo dei Zanzoni di Alessandro Montani;
    .
  2. “Alexa, chiedi a Google di chiedere a…”
    da Nerdwife;
    .
  3. A pesci in faccia: Via col vento
    da Per un pugno di cazzotti di Zack;
    .
  4. Esplorando l’Artico misterioso con Arthur Conan Doyle
    da Le porte dei libri;
    .
  5. ArchiMovies: Downton Abbey
    da MondoArchitettura;
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  6. Sfoglia radicchio, provolone e pere
    da Non aprite quel forno;
    .
  7. What do Catholics REALLY believe?
    da Complete Christianity di Shane Schaetzel;
    .
  8. Severamente vietato ai Tedeschi costruire castelli di sabbia
    &
    … quando la fashion industry rese matto il Cappellaio
    da Una penna spuntata di Lucyette;
    .
  9. Dei titoli, della foto amatoriale e quella d’autore… (reloaded)
    da Pega’s Photography Blog;
    .
  10. Percorsi di lettura: come cambiano e come si creano nel tempo
    &

    da Il giro del mondo attraverso i libri di Claudia;
    .

  11.  [Italian Credits] Il sospetto (1941)
    da Il Zinefilo di Lucius Etruscus;
    .
  12. Corda Tesa
    da Malastrana VHS di Andreaklanza;
    .
  13. Paris day-by-day – Musée d’Orsay (Day 2)
    da Il blog di Barbara Picci;
    .
  14. da Matavitatau di Nick Shadow;
    .

  15. Cos’è il minimalismo in 7 punti
    da Green Simple Living di Dee;
    .
  16. Amare oltre misura non può essere un dovere stabilito per legge
    da Il blog di Costanza Miriano;
    .
  17. Cosa rara
    da Ale Marcotti;
    .
  18. Duke
    &
    I tramonti
    da Marina, non Maina. di Marina Biavaschi;
    .
  19. Dove fare il picnic a Hanging Rock (per uscirne vivi)
    da Lucy the Wombat;
    .
  20. Kasa Shots – Juste la fin du monde
    da Kasabake;
    .
  21. Del taglio dei capelli
    da Berlicche;
    .
  22. WALT DISNEY E IL CRISTIANESIMO parte I & PARTE II
    da La luce in sala di FilippoCiak;
    .
  23. Italia: alla scoperta del Vittoriale
    da Drive-In Duo di ednavonv;
    .
  24. Dayenu
    da NihilAlieno;
    .
  25. La mia identità, i miei horror
    da Il giorno degli zombi di Lucia;
    .
  26. Guidare col TomTom nel giardino dei sentieri che si biforcano
    da De Libero Arbitro di ClaudioLXXXI;
    .
  27. Non serve a niente
    da Immagini da un diario di Claudio Turri;
    .
  28. The Boys di Garth Ennis (2006): I supereroi sono il male, vi presento la cura
    &
    Gotham (2014-2019): Come raccontare Batman (quasi) senza Batman
    da La bara volante di Cassidy
    .
  29. Il decalogo dell’agiografo moderno
    da Testimoniando di Emilia Flocchini;
    .
  30. La mareggiata
    da Dear Miss Fletcher;
    .
  31. Negli ultimi giorni ho deciso di convertire i no in sì
    da Un bradipo in viaggio di piccolo essere;
    .
  32. I consigli letterari non sono mai abbastanza – VI – Autori italiani da scoprire
    da Mia Nonna Fuma di Alessandro Raschellà;
    .
  33. Božidar Stanišić, La giraffa in sala d’attesa. Identità, lingua, scrittura.
    da Il mestiere di leggere di Pina Bertoli;
    .
  34. Corruzione e vita ne “L’Ambleto” di Giovanni Testori
    da LISPIDO di Alessio Berna;
    .
  35. Una storia losca
    da La baguette sotto l’ascella di alidimepu;
    .
  36. Notte, mare e altri demoni
    da La Mela sBacata;
    .
  37. Cupcakes di Halloween
    da Gas ai fornelli!;
    .
  38. La fiaba della buonanotte non si ascolta ma si guarda. Con un’app
    da Il Polo Positivo;
    .
  39. Pillole di salame – Musica per vicini rumorosi
    da Sourtoe Cocktail Bar di Antonio Bianchetti;
    .
  40. Kawabata: la solitudine e la bellezza
    da Il verbo leggere;
    .
  41. Ghostwriting .3: Il fantasma scrittore
    &
    Faccio la mia cosa (2019): Frankie-Hi-Nrg è uno di noi
    da Non quel Marlowe;
    .
  42. Der frohe Regen (in memoria dell’ombrello comprato a Dresda e perso a Roma)
    da GattoFebbraio di gatta liquirizia;
    .
  43. Lo sguardo materno che non vede. Riflessioni su Joker e Kevin
    da La capacità negativa;
    .
  44. Parasite
    su One ticket please di giulia sally;
    .
  45. La torta alle mele e la mia innata delicatezza
    da Piattoranocchio;
    .
  46. Incident in a Ghostland: Fenomenologia del plot twist laugieriano
    da Horror Vacui di Ornella;
    .
  47. Ti chiamerò per nome
    da La Zebrah Rosa di Deborah Capanna;
    .
  48. Ogni cosa al suo posto
    da Paolo Ferrucci;
    .
  49. “quando ero piccolissimo” – 1973 – Molto difficile da dire, Ettore Sottsass
    da La scortesia di essere umani di Gea.
    .
  50. Napoli mon amour, “tutto quello che c’era stato e quello che sarebbe potuto essere”
    da Francesco Amoruso;
    .
  51. Vivere a impatto zero nella città dove tutto ha un prezzo
    da Milano secondo noi;
    .
  52. Unbelievable: La violenta storia vera di Netflix
    da La Nappa;
    .
  53. Fast and furious: L’incredibile evoluzione di una saga senza fine
    da La locanda dei mille mondi de Il locandiere;
    .
  54. Cocteau
    da La solitudine dei perdenti di Joker;
    .
  55. Zuppa di cipolle gratinata
    da Anche oggi solo erba di Zeppo;
    .
  56. The Mule – C. Eastwood, 2019
    da la malaParte di rudi capra;
    .
  57. Tempi di cottura
    &
    Limonov: Una stroncatura
    da Mi fido solo del vento di Leonardo;
    .
  58. E.T. 2: Comcast come hai potuto?
    da Monster Movie;
    .
  59. Non è che chi monta le macchinette del caffé debba ricordarsi la proprietà distributiva
    da Shock Anafilattico di Gintoki;
    .
  60. Ritornare
    da A roman’s thoughts di Roberto Luci;
    .
  61. .

  62. Tutti i Santi
    da Due minuti di lucidità di Guido Saraceni;
    .
  63. La spada nella roccia sul monte Terminillo
    da Appennini di Gian Luca Diamanti;
    .
  64. Iconografia autunnale
    &
    Trittico di lettori
    da Pendolante;
    .
  65. Manuale di scrittura action e thriller, Odoya 2019
    da Gli Archivi di Uruk di Lucius Etruscus;
    .
  66. [Oscar. Vita di Oscar Wilde] [Matthew Sturgis]
    da queerographies di grammancino;
    .
  67. Io sono la bestia
    da Il tempo di un libro;
    .
  68. Il dissidio del lettore come compratore
    &
    BINTI
    da Betta La Talpa;
    .
  69. Squilli di sangue (1979)
    da CitaScacchi di Lucius Etruscus;
    .
  70. I gatti di Civita di Bagnoregio
    da Paco In Viaggio;
    .
  71. Decalogo di una sognatrice per salvare Venezia
    da Valentina Confuorto;
    .
  72. Perché ci ostiniamo?
    da Il caffegatto;
    .
  73. Tu hai un nemico in me: I cattivi sul piccolo schermo
    da NerdSaraiTu di Amulius;
    .
  74. La perdita delle radici: dal latino (e greco) alle invasioni anglo-barbariche
    da Diciamolo in Italiano di zoppaz (antonio zoppetti);
    .
  75. Ansia da timeline
    da Come Non Detto di Leo Ortolani;
    .
  76. Le prime tavole del nuovo Daredevil
    da Le Notti del Diavolo di Giacomo Asaro;
    .
  77. #155. Donnie Darko (2001)
    da Movies Tavern di benez256;
    .
  78. Tutta colpa di Don Matteo!
    da L’uomo che avrebbe voluto essere grave di giomag59;
    .
  79. Recensione “Storia di un matrimonio” (“Marriage story”, 2019)
    da Una vita da cinefilo di AlessioT;
    .
  80. La Hollywood d’oro: Edward G. Robinson
    da All that Fezz di Luisa Fezzardini;
    .
  81. La Trieste in salita amata da Atsuko Suga che solo i giapponesi possono conoscere
    da Downtobaker;
    .
  82. La mia bici e il risotto fiorito con ortiche, patate di montagna e toma
    da La Casetta del Merlo di Elena;
    .
  83. Le vincite appese
    da SeconDario di Dario Matassa;
    .
  84. Volo
    da Scrivendo si risolve di Luca Bugnone;
    .
  85. Batman Ninja: quando i giapponesi sanno il fatto loro
    da La stanza immaginaria di labatmary;
    .
  86. Il vizio di parlare a me stessa
    da Au vent mauvais di Valeria;
    .
  87. Kawabata Yasunari. Mille gru
    &
    Cosa leggono i liceali
    da Dalla mia tazza di thé di Elena Grammann;
    .
  88. Batman di Tim Burton: 10 curiosità
    da Batman Crime Solver;
    .
  89. Perù 5
    da Terracqueo;
    .
  90. Libri: La tachipompa e altre storie
    da Delirium Corner di Aussie Mazz;
    .
  91. 30 anni dopo, la (mancata) condanna del comunismo
    da Giuliano Guzzo;
    .
  92. Fly me to the moon #1: I film di Georges Méliès
    da L’ultimo spettacolo;
    .
  93. Basta una parola (sbagliata)
    da Le Stelline di Chiara Gusmini;
    .
  94. Lo zero waste è per tutti?
    Autoproduzione, prodotti alla spina, soldi e qualche bugia
    da sustainable olivia;
    .
  95. Transumanismo, nuovo nome dell’eugenetica
    &

    da Breviarium;
    .

  96.  FeST 2018
    &
    Commentando / Il traditore è la scelta migliore per rappresentare l’Italia agli Oscar 2020?
    da Gerundio Presente di Elisa G.
    .
  97. The Irishman
    da Lapinsù;
    .
  98. Halloween (1978) di John Carpenter
    da Frammenti di cinema di Marcella Leonardi;
    .
  99. Il farabutto pietoso
    su magisamica;
    .
  100. Manifesto in difesa della merenda (quella vera)
    da Pane & Focolare;
    .
  101. La volontà di Dio
    da L’essenziale è visibile di Agostino Clerici;
    .
  102. L’Opzione Benedetto e l’Opzione Seldon
    da La falsa morte di SirCliges;
    .
  103. Un tempo la Chiesa al culto ci badava
    da Leonardo Lugaresi;
    .
  104. Ci sposeremo, te lo prometto
    da Wwayne;
    .
  105. fosse anche un solo giorno ancora
    da appunti, semplicemente appunti di diegod56;
    .
  106. Ma davvero “i figli ‘delle’ coppie omosessuali stanno meglio dei figli di quelle eterosessuali”?
    &
    Adolescenti ex trans
    da Ontologismi / Nelle note di Alessandro Benigni;
    .
  107. La rabbia dei cattivi che si sentono buoni
    da Blumudus di Alessandro Grasso;
    .
  108. Joker (Todd Phillips – 2019)
    da A handful of frames di Blackgrrrl;
    .
  109. da Vita da editor di Giovanni Turi.

Futuro

Ho sbirciato nel mio futuro e ci ho visto cose interessanti.
Cose che si realizzeranno nel medio termine.
Non progetti, ma anticipazioni:

  • cesserò quasi integralmente di mangiare carne, abbastanza da rendere i casi in cui lo farò delle lampanti eccezioni (e delle occasioni di festa: sarà per una scelta precisa e non per necessità stringente o abitudine);
  • abiterò in una casa più piccola, almeno la metà di quella in cui sto attualmente;
  • quando non camminerà più, non sostituirò l’auto. A qualcosa, forse a molto, dovrò rinunciare; ma lo stesso mi arrangerò a piedi e coi mezzi, coi taxi ed il noleggio.

Noterà chi mi legge che – oltre a rappresentare tutte, queste letture del futuro, delle riduzioni alla mia realtà attuale – potrebbero costituire un gruppo di matrioske: il corpo fisico e ciò di cui si nutre inserito dentro il corpo-casa che lo accoglie e protegge, a sua volta collocato nel ventre del corpo del mondo, spazio in cui muoversi e agire.
L’ho capito a posteriori, e ciò mi conferma la naturalezza e l’autenticità di queste previsioni.

Sul mare .5: Long John Silver secondo Björn Larsson

Mani lisce, che non facciano capire che sei un marinaio, e spalle libere: mai accettare di diventare capitano, perché un capitano può sempre essere destituito, un semplice marinaio no.
Ecco il primo e più importante articolo del regolamento personale di Long John Silver il pirata, il quale è al tempo stesso emblema e carne reale dell’uomo fedele solo a se stesso – ed a pochissimi altri, nella misura in cui gli sono simili e li può considerare “fratelli”, come il salakava Jack lo spinge a fare, o anime affini, come la fiera negra Dolores. Con il resto del mondo c’è un solo tipo di legame, ed è un legame di tipo contrattuale. A bordo di una nave come quartiermastro agli ordini di un altro – spesso uno dei grandi nomi della pirateria – oppure semplicemente stringendo alleanze e conducendo affari sulla terraferma, non c’è vicinanza umana gratuita.
Eppure, oltre alle mani lisce ed alle spalle libere:

questa è la cosa più importante, Jim, un’altra da tenerti bene a mente: parlare alla gente, per non essere così dannatamente soli a questo mondo, a conti fatti.
[…] la solitudine è l’unico vero peccato in questo mondo.

E’ infatti la riflessività, ed il bisogno di comunicarla, una delle chiavi di volta di questo pseudobiblos, come lo chiamerebbe Lucius; insieme al vitalismo di Silver, sopravvissuto più volte dopo esser stato prossimo a morti praticamente certe; alla messa in mostra della meschinità e mediocrità umana, alle quali lui non è un antidoto ma una semplice eccezione.
Larsson ci porta sulla scia di Silver che scrive, scrive, scrive in un’impellenza comunicativa eterna – tant’è vero che ad un certo punto affermerà: se avessi perso la lingua anziché la gamba, allora forse sì, avrei ceduto -, racconta la propria storia, la propria lunga vita sempre apparentemente sul bordo del baratro eppure ancora tenace, parla alternando gli interlocutori, che sono persone precise e mai un pubblico generico ed anonimo (come qui sul blog, insomma): il braccio destro Jack, la compagna Dolores, Daniel Defoe – le parti a lui dedicate, in particolare quelle sui loro incontri all’Angel Pub, sono ottime – ed infine Jim. Proprio lui, sì, il Jim Hawkins protagonista (e in questo caso autore) de L’isola del tesoro.
Scorrendo l’autobiografia del pirata, costruita su numerosi flashback eppure intimamente proiettata in avanti, tesa al futuro, lo osserviamo invecchiare senza mai morire davvero: ma come lui stesso ammette, alla fine, “non basta la [minaccia della] forca”, per garantirsi di vivere pienamente.
A chi appartiene la mia vita? In quale direzione naviga, se ne ha una? – queste ed altre simili domande albergano nel cuore del testo, spesso esplicitate senza difficoltà, poiché Silver è carico di furbizia ed accortezza ma non ha peli sulla lingua, ha imparato il latino ed è istruito, come più volte ricorda. Anche su questo è basato il suo rapporto con Defoe, al quale offre per la sua Storia della pirateria notizie di prima mano in cambio di opinioni e discussioni, sulla realtà attorno a loro e sulla realtà contenuta in altri libri: è, il romanzo di Larsson, anche un libro che parla di libri, la “storia vera” di una storia inventata che, stando alla cronaca, è invece effettivamente accaduta, ma fu adeguatamente manipolata da Silver perché lui stesso fosse creduto, piuttosto, una leggenda.

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La sua autobiografia di una “navigazione stimata”, narrazione dell’esistenza di un uomo dalle idee chiare ma dalla destinazione incerta o inesistente, è anche la narrazione di un senza dio (sempre minuscolo nel testo) privo di vera rabbia o vera riconoscenza nei confronti di un supposto creatore – uno che insomma riconosce nell’uomo la fine e l’inizio, non in quanto essere superiore, appellativo che trova l’umanità non meriti, ma in quanto piccolo cosmo isolato e alla deriva, che pochi sanno realmente governare.
Accade così che Long John Silver sia prototipo e compimento dell’uomo con una moralità al di là del bene e del male, tutt’altro che compiaciuta per quanto fiera di sé; e accade che sia la coscienza – che non vuol dire bontà ma autoconsapevolezzadell’intera categoria: pirati, corsari, bucanieri, filibustieri… se la categoria, di coscienza, ne avesse appunto una.

Farsi degli amici (nel senso della parabola dell’amministratore disonesto, vangelo di Luca 16,1-13), dunque, fare vita libera arrembando navi mercantili e danneggiando il commercio di schiavi delle navi negriere, e poi ammirare le vivide pietre preziose più dei dobloni che non ricevono luce, apprezzare la bellezza, arrostire un buon cinghiale nutrito ad albicocche sul barbacoa – memorabile la storia di come Silver acquisì il soprannome Barbecue – accompagnato dalla bevanda piratesca per eccellenza: il rumfustian, ossia una miscela di rhum, gin e sherry, con un pizzico di polvere da sparo sopra.
Anche di tali prelibatezze, mi auguro, Defoe avrà fornito un opportuno resoconto nel suo saggio, considerata la sua mania per le liste. Sono certa, tuttavia, che il sempiterno Kasabake l’abbia persino in questo raggiunto e superato.

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Nelle puntate precedenti:
Sul mare .1: Avventura nell’artico, Arthur Conan Doyle
Sul mare .2: L’isola del tesoro, Robert Louis Stevenson
Sul mare .3: Il mare d’autunno
> Sul mare .4: Il mare d’autunno (bis)

 

Le voglie matte

E’ ora che metta a silenzio alcune delle voci più insistenti ed opprimenti che mi circondano, ed in particolare la televisione: non solo per fare spazio ad altro, non solo per godermi la pace e ripulire la mente, ma anche per consentire al dolore per la perdita di mia madre di riprendere a fare il suo necessario corso.
Settembre, tempo di ascoltare. Le pratiche più immediate ed urgenti le ho ormai sbrigate, il nuovo corso della mia vita da sola sta prendendo piede, e posso finalmente dire: c’è molto da fare, ma molto è già stato fatto, il solco è tracciato.

L’autunno è la mia stagione preferita, quella in cui riacquisto vitalità e voglia di fare.
Ma è anche la stagione per eccellenza in cui si fanno progetti, ci si lancia nelle sfide, si stilano buoni propositi che manco il 31 dicembre; infatti la vera cesura tra relax e lavoro si colloca qui, mica nel mezzo dell’inverno…
… dunque, anche per me, progetti, propositi ed obbiettivi come se piovesse. Soprattutto se si tratta di decidere e pregustare i libri, i film e la musica che mi accompagneranno nei mesi di eremitico godimento della casa riscaldata, delle castagne sul fuoco e del divano adeguatamente attrezzato con svariate coperte.

Ma non c’è progetto che stia in piedi ed obbiettivo che si possa raggiungere senza il più banale ed efficace degli strumenti: la disciplina. Che non è una roba da signorine Rottermaier, ma un aiuto da declinare secondo il nostro gusto.
Ad esempio, non è che si debbano leggere tot. pagine al giorno, tutti i giorni, come si prendesse uno sciroppo o si facessero le flessioni mattutine in caserma. Non stiamo parlando di compiti a casa, ma di divertimento puro.
Io, quando devo organizzare qualcosa (e già organizzare di per sé mi piace), mi affido spesso a quella figata galattica che è Excel. Dunque, anche in questo caso mi armerò di tastiera e produrrò elenchi di titoli, ma soprattutto tabelle su tabelle di possibili combinazioni e contaminazioni tra roba bella nella quale pucciare il naso.
Voglio creare insomma un vero e proprio “piano di lettura” (et al.), avendo come base una selezione delle mie wishlist. In effetti, anche se il relativo filettino ha bisogno che mi ci dedichi un buon pomeriggio, il “listone” generale ed omnicomprensivo grossomodo è già fatto, a mano.
Perciò, al termine di questa prima settimana del secondo mese più bello dell’anno (l’alloro va ad ottobre), nella quale porterò a termine i prestiti in corso – le “pendenze” – partirò per le incantate vette della lettura immersiva ed indisturbata ❤
Fatta questa lungherrima premessa, vado ad indicare quali saranno grosso modo i miei focus di interesse; senza tanti dettagli ma precisando una cosa importantissima: i criteri per pescare in questo piccolo oceano cosa leggere, vedere, ascoltare sono innumerevoli, ma io da qui a febbraio ne adotterò uno solo: sceglierò soltanto ciò di cui ho una voglia matta. Facile.

(Auto)biografie, Conversazioni, Diari

E’ un tipo di lettura tra i miei preferiti in assoluto, eppure è così denso e ricco che mi ci approccio non troppo spesso e con cautela.
Invece vorrei cibarmene di più. E, come la materia richiede, dedicarmici su tempi lunghi, con attenzione moltiplicata e infine prendendo il testo come un porto dal quale partire per ulteriori viaggi nella vita dell’autore e nei suoi corollari, più o meno lunghi, dai quali tornare allo stesso porto.

Audiolibri

Non avendo la radio in auto da qualche anno manco di un momento importante da sfruttare allo scopo, ma le pochissime esperienze con gli audiolibri che ho avuto (si contano sulle dita di mezza mano) mi hanno fatto scoprire un mezzo di grande valore – a patto che si individuino i testi, e nondimeno i lettori, più adatti.
Per il momento ne ho selezionati due dai miei elenchi, ma rovistando nel disordine dei consigli accumulati qua e là so che ve ne sono altri da trovare.

Il mare d’inverno

Ossia: libri e film d’avventura, ma ambientati sul mare, e in particolare su un mare burrascoso, pieno di pirati (che magari sono i narratori stessi…) e, naturalmente, di balene bianche.

Disney, Speer, Gramsci

Un accostamento strano, in apparenza, ma il fatto è che questi sono tre person(aggi) che mi interessano parecchio e desidero conoscere, o approfondire, da un po’.
Cos’hanno in comune il magnate americano dell’animazione, l’architetto di Hitler e uno scrittore & comunista nostrano? Forse niente, a parte la mia mente perversa, ma quella è una forza più che sufficiente per tenerli insieme.

Autoroni e libroni

Cioè gente come Dostoevskij e roba come Il padrino.
Più la rilettura di alcuni classici della mia infanzia.

L’horror, ovviamente

E qui dovrò stare molto attenta, perché il rischio che il fiume della paura della passione rompa gli argini è sempre alto. Tuttavia, ho buone carte in mano.
Sul fronte cinema mi interessa soprattutto compiere alcuni recuperoni, per esempio le intere serie di Nightmare, HalloweenVenerdì 13.
Sul fronte narrativa spazierò di più, ma cercando comunque di non saltare ogni volta da un autore all’altro e invece saldare i legami con quelli che mi convincono.

Fumetti

La grande novità del mio 2019 è stata la comparsa frequente di titoli fumettistici, o meglio derivati dai fumetti e trasposti al cinema – ma anche di letture a tema qui su WordPress. Soprattutto, anche se non solo, di supertutine (uso il termine amorevolmente).
Siccome apprezzo il genere ma non è la mia priorità, oltre a curiosare in altri film simili voglio tornare al cartaceo (ed i fumetti, di vario tipo, hanno odori particolarmente caratteristici e interessanti), indirizzandomi su due micro-cosmi e solo su quelli. Dài, che lo sapete di chi sto parlando 😉
In aggiunta, un italiano che già conosco e amo.

BXVI

Perché ho bisogno di raccoglimento (ho già detto che farò l’eremita?), e – sia detto senza alcuna intenzione polemica nei confronti di Bergoglio e del suo agire, irrilevanti qui – perché Ratzinger è ancora il mio papa (sentimentalmente ma anche ufficialmente…) nonché il mio supereroe preferito, anche lui con la sua “tutina”.

Fede

Benson, Sarah, Bux, Bernanos.

Malattia & dolore

Vabbeh, scusate. Ci stanno anche loro. Neppure a me piace parlarne; ho un paio di idee e di bisogni letterari, ma facciamo che riprendiamo il discorso al momento giusto.

Lavoro

TUEL e Primo Levi.

Monografie

O come vogliamo chiamarle: insomma grandi parentesi tutte dedicate ad un singolo autore, attore, ecc.
Alcuni nomi: Valduga, Cavalli e Raboni per la poesia; Ruth Ware, Julian Barnes, Foster Wallace, il già citato Dosto…

Omosessualità/affettività

Film random; i libri di Nicolosi.

Politica

Ancora qualcosa su Disney, House of cards, Arpaia, qualcosa su CasaPound, Il fascismo eterno di Eco ed di Scurati, il già citato Gramsci e l’altrettanto citato Speer in dialogo con Joachim Fest, Preiser, Le benevole Le assaggiatrici.

Musica

Sulla musica vera e propria devo ancora orientarmi; ma ci sono dei libri che mi chiamano, almeno un paio ruotano attorno a Mozart.

Saggistica

Un po’ di divulgazione scientifica.
Un paio di divagazioni vegetali.
Un paio di inchieste-reportage storici.
Morfologia della fiaba Vertigine della lista.
Architettura, fotografia; vuoto ed ombra.

Liste .2: (Top Ten) Film preferiti di sempre

Su impulso di Wwayne, che ha in lavorazione la sua, tento di buttar giù una lista (lista, non classifica, perché sarebbe un ulteriore ma troppo difficile passo) dei dieci film che preferisco in assoluto, pescati nel mazzo di quelli da me visti fra gli 0 e i 35 anni.
Sottolineo che son quelli che preferisco: cioè li reputo sì anche tra i migliori in assoluto, ma resto umile e non mi fingo un critico cinematografico… verstanden?
Capirete che sceglierne solo dieci è una specie di suicidio, ma noi qui siamo temerari e dunque lo facciamo, contro ogni buonsenso, e andiamo dritti al punto saltando le scremature intermedie.
La cosa bella è, fra le altre, che tra diciamo dieci anni non tutto, ma molto potrebbe essere cambiato; anche grazie al fatto che ora vedo film in modo molto più frequente e consapevole. Ma procediamo…!

Forrest Gump – Robert Zemeckis
La morte corre sul fiume – Charles Laughton
Babadook – Jennifer Kent
The believer – Henry Bean
Romeo + Juliet – Baz Luhrmann
Beetlejuice – Tim Burton
Viale del tramonto – Billy Wilder
Inception – Christopher Nolan
La sfida del samurai – Akira Kurosawa
Ninotchka – Ernst Lubitsch