Serie Tv .2: Dexter (1a stagione)

Il binomio poliziotto (o, in questo caso, un analogo quale è il tecnico ematologo della Scientifica interpretato da Michael C. Hall) / criminale (in questo caso, addirittura, serial killer: uno dei personaggi ormai archetipici della serialità moderna) sulla carta odora di flop lontano un miglio.
Eppure, la Showtime è riuscita a farlo funzionare alla perfezione, confezionando un prodotto (mi riferisco alla prima stagione) esaustivo in sé, seppure chiaramente aperto alla prosecuzione con una seconda stagione; intenso quanto lo è il suo protagonista ma, per il resto, privo di qualsiasi orpello narrativo o eccesso scenografico; tant’è vero che le “esecuzioni” di Dexter vengono mostrate in modo breve e più allusivo che diretto, lasciando la scena piuttosto alla sua rilettura ed interpretazione di ciò che è e ciò che fa.
La sua personalità è spaccata ma non scissa in sezioni stagne, il gusto per l’uccisione è analizzato asetticamente ma razionalmente: non si scade mai in un’esaltazione della violenza o in una sua giustificazione totale, nemmeno quando si arriva a comprendere di più della storia di Dexter e di come sia arrivato a provare l’impulso che prova.
Per tutto questo, mi sentirei di definirlo un gioiellino di bellezza ottenuta per sottrazione.

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Davvero pensi questo? Bene. Ma attenta a come prosegui.

 

E fin qui, la recensione che ho lasciato su MyMovies.
A latere, alcune considerazioni.
Per ottenere un risultato tanto denso (sì, come sangue rappreso: questo è uno dei miei aggettivi preferiti, come ben sa chi mi conosce da un po’) e al contempo non sovraccarico di idee, immagini, sottotrame, personaggi, citazionismo a pioggia – come capita oggigiorno praticamente sempre, soprattutto in televisione – sono necessarie due qualità forse non immediatamente identificabili, ma ben precise e più riconoscibili nel momento in cui il cerchio si chiude: leggerezza e soprattutto lentezza.
Cosa significhi che Dexter è leggero è presto detto: quando hai per le mani materiale così incandescente (questa qualcuno l’avrà già sentita…) ogni dettaglio messo lì per riempire, per dare una sensazione di sazietà nello spettatore, non solo non ottiene l’effetto sperato ma svilisce il contenuto e svia l’attenzione. D. non lo fa.
Possiamo confrontarci su quanto e quanto effettivamente bene sia stato sviluppato il main character, ma non abbiamo dubbi su chi sia – e alle volte non basta mica che uno dia il titolo alla serie per farsi notare fra la calca. Il mondo di D. è arredato a sufficienza per metterci a nostro agio, ma non è lo showroom di un designer pieno di sé.
Secondopoi, la lentezza.
L’arco narrativo orizzontale si sviluppa in 12 puntate da 50 minuti circa l’una.
E la cosa migliore è che ha la netta preponderanza rispetto agli archi verticali che nascono e muoiono in ciascun episodio, tanto che a me son rimasti impressi vagamente.
Se restiamo nella stessa tematica dei serial killer e osserviamo Criminal Minds, vediamo subito che gli archi narrativi davvero significativi sono quelli interni agli episodi, molto calcati, tanto da venire a noia nella loro similarità ripetitiva (potete sbizzarrirvi quanto volete nelle variabili e nelle devianze, ma la sostanza, cioè l’uccidere, quella è).
Ci sono, certo, storie che attraversano le stagioni longitudinalmente – mi perdonerete se non ricordo i dettagli, ma so che Reed ha avuto un S.I. nonché stalker tutto suo, aficionado, che gli ha dato il tormento per un bel po’; c’è stata la rottura con Gideon cui è seguito Hotch ecc. – ma queste storie letteralmente affogano dentro il marasma di un mondo caotico nel quale forse solo l’1% della popolazione non ammazza qualcuno con regolarità prima di colazione (il pilates è roba superata).
E dunque, soprattutto se visto ben tredici anni dopo la messa in onda; il dipanarsi autocentrico e degno del più sano aplomb inglese del senso di una vita, che per vocazione ne recide altre (e questo, lo ribadisco è argomento bastante e sufficientemente pregnante per se stesso) prende il ritmo di una birra sorseggiata con calma sulla veranda di una casa di campagna, anziché quello forsennato di un McBurger ingollato di fretta a bordo di un taxi che spinge invano il traffico newyorchese.

E’ tutto.
Vado a prenotare la seconda stagione.
Che la fuck-forza di Debra sia con me.

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69 pensieri riguardo “Serie Tv .2: Dexter (1a stagione)

    1. Sapevo che non mi sbagliavo su di te, sei una brav…cattiva ragazza, cattivissima 😃
      Ieri notte ho prenotato la seconda stagione.
      Il bello dell’analogico… l’attesa, la suspence… yeah!

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    2. Ecco, a proposito… immagino tu abbia visto tutte le 8 stagioni, e dunque lo chiedo anche a te: trovi che ad un certo punto scada e allunghi troppo il brodo, o comunque abbia cadute di stile qua e là?
      So che dopo la prima stagione la serie si differenzia dai libri (che per altro, mannaggia alla Mondadori, sono stati tradotti in italiano solo fino al terzultimo: già che c’erano, ci voleva tanto a terminare?), e questa per me è una doppia razione di pappa buona.

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      1. Bè, ovvio… c’è stato un binge watching estremo (paragonabile solo alle 7 stagioni di GOT in una settimana – propedeutiche alla 8) che ha esaurito il tema. Dexter, onestamente, non cala quasi mai. Ha qualche puntata loffia, ovvio, ma in ogni serie ha la storia orizzontale molto figa e la regge bene. E questo è tutto quello che mi estorcerai perché oltre il rischio spoiler è drammatico. Ti invidio… vorrei non averla vista per potermela rivedere!!!!

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        1. Ahah, ringrazio sentitamente (anche perché se avessi spoilerato saresti già stata morta, senza nemmeno renderti conto del trapasso) ed esulto ❤
          Il binge watching estremo è una pratica affascinante, che però ho potuto mettere in atto, sinora, solo con Twin Peaks – dipende da come vengono gestiti e conteggiati i dvd. Una droga fantastica!

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    1. Oh, buon Dio! Un migliaio!
      What the… fuck 😂
      Poi me lo cerco… qui c’è un salto di livello per quanto riguarda le imprecazioni: la radice è sempre quella, ma giuro che non ho mai visto tante varianti tutte assieme… fuckity fuck!

      Della serie che ne pensi?

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        1. Sì, me lo scrivevi nei commenti a Giustizieri 😉
          Ma, trama a parte, cosa ne diresti ad uno che non ne sa niente e vuole capire com’è?
          (Oggi ti faccio fare i compiti 🙂 )

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  1. Io sto zitto perché non ho la più pallida idea di che cosa sia sta roba qui 😅 (io e le serie tv non siamo andati MAI d’accordo), ma se la prima stagione ti è piaciuta e attendi la seconda allora spero che ti piaccia anche quest’altra 😀

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    1. Oh, sono certa che sarà così 🙂
      C’è qualche curiosa e stuzzicante ragione per questa indiosincrasia, o ce l’hai e basta?
      (Chi si fa i fatti suoi campa cent’anni, infatti io son destinata a durare molto meno).
      Sei più da film, dunque?
      E la tv, ce l’hai? (Domanda che sembra peregrina, ma ci son molte più persone che alla tv han rinunciato di quanto si possa pensare).

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      1. Cara mia ti ripondo così 😀

        1) mi piacerebbe dirti che c’è qualche motivazione curiosa per questa mia idiosincrasia, ma la dura e cruda verità è che mi annoiano davvero tanto. Il motivo? Non lo so, ma mi basta qualche minuto di visione per dire: “Ma che boiata…”

        2) No, non ho nemmeno la tv e pure da un bel po’ di anni 😄 Non me ne faccio un vanto come invece molti fanno, semplicemente anche lì non ho più trovato niente di bello da vedere, e se la cosa più interessante che trovi è il tg, forse allora è meglio lasciarla perdere.

        Per i film ne ho un po’, e prediligo commedie e film d’azione. Niente horror, mi fanno schifo (e dopo questa non solo mi odierai a morte ma mi cancellerai pure dal blog con ignominia), anche se in passato ho visto qualche film drammatico e anche thriller.

        Di preferiti non ne ho, in compenso ti dico quello che ho buttato e di cui mi sono pentito amaramente di aver buttato i soldi per prendere il Blu-Ray ed è Watchmen.

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        1. Ottimo, ottimo… peccato per le serie, ma come dico sempre a ciascuno il suo (e a me tutto quanto!).
          No, non ti odio per il fatto che ti fa schifo l’horror, ma considerati fortunato d’esser nato sotto una democrazia – fossimo stati poco più indietro nel tempo e poco più a Est, ora saresti una cavia per i miei esperimenti di deprivazione sensoriale 😏
          Non sono così abile da poter sperare di convertirti, ma chissà, le vie del Signor- di Chthulu sono infinite… i suoi tentacoli ti prenderanno per sfinimento.

          A questo punto, sfida:
          dammi una top 10, o almeno una top 5, di roba che ti piace. Di qualunque genere ecc.
          Dài dài che son curiosa 🙂

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        2. Per gli esperimenti di deprivazione sensoriale sei arrivata tardi perché gli ho sperimentari ieri a Genova a bordo di una chiatta apposita 😂 Sarà per la prossima volta, ma sono sopravvissuto lo stesso 😜

          Ora ci penso e ti darò la mia lista 😉

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        3. Allora, sei dentro questa chiatta ormeggiata dove ti consegnano un caschetto da metterti in testa per evitare di farti male… una volta superata una porta sei totalmente al buio e senza alcun suono, proprio il silenzio assoluto e se riesci a resistere a questo puoi tentare di attraversare la chiatta e cercare di uscirne (possibilmente intera!) dall’altra parte.

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        4. Top dieci di cose che mi piacciono:

          – passeggiare. Adoro fare piccole e lunghe passeggiate anche solo per il semplice guasto di farle.

          – ascoltare musica che rilassa la sera. Dopo una giornata passata al lavoro in mezzo a gente esaurita e casini vari, l’ultima cosa che vorrei la sera dopo cena è altra musica che martella.

          – andare al cinema. Dalle mie parti non c’è più e quello più vicino dista quasi 90 km, quindi è difficile andarci, ma se c’è un film che mi incuriosisce ci vado volentieri.

          – ascoltare le persone, scrivere, divertirmi e divertire. Sparo cretinate in quantità tale da poter aprire un negozio e venderle.

          – gli abbracci. Non se ne danno mai abbastanza.

          – viaggiare. E a chi non piace viaggiare? 😜

          – fare i lavori per bene. Odio le cose fatte male o con sufficienza, meglio non farle per niente allora.

          – disegnare e creare. La fantasia non mi è mai mancata e per fortuna non mi manca neppure adesso. Mercoledì ho scritto una breve storia per una persona e questa adesso la sta traducendo in fumetti per bambini e ragazzi, chissà, speriamo bene.

          – giocare. Sì giocare, ma non ai videogiochi, anche con due carte o qualche altra cosa. Da piccolo, alle elementari, io e i miei amici ci inventavamo giochi con dei fogli di carta o li disegnavamo alla lavagna durante la ricreazione 😀

          – la tecnologia in generale.

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        5. Errr, io in realtà mi riferivo ai film 😉
          Ma comunque: lavori fatti con calma, lunghi viaggi in auto, lunghe camminate e chiacchiere a volontà. Direi che potremmo intendercela (e se invece non ce la intendessimo, c’è sempre il famoso camper… cough cough).
          Me la sto tirando dietro da un pezzo ormai, ma ho ancora l’intenzione di cominciare a lavorare il legno. From the basics, naturally. La serata ideale: pizza, cinema e qualcosa di artigianale con il giusto sottofondo.
          Un po’ come Gibbs con la sua barca – ma anche questo è un riferimento da serie tv… ehm.

          Mi sa che ho il radar per i disegnatori, li attiro a me come falene verso una lampada pure se non c’azzecco niente e non è di certo una delle mie abilità.

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        6. Io “disegno” al pc, più che altro sfondi o parodie di locandine di film 🙂

          Bello lavorare il legno, io avevo fatto un portafoto per mio nipote poco prima che nascesse 🙂 ho intenzione prima o poi di costruire lo chassis di un computer in legno, chissà.

          Per i film te li dirò tra non molto 😉 per le chiacchiere hai sempre l’email 😋

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        7. I film preferiti sono:

          – il primo Transformers (gli altri fanno pena)
          – la trilogia di Arma Letale
          – la trilogia di Una pallottola spuntata
          – Bad Boys 1 e 2
          – Fast & Furious 1-2-4 (Tokyo Drift è così così e dal 5 in poi è una minestra riscaldata)
          – Dragonfly con Kevin Costner (davvero bello)
          – Le parole che non ti ho detto sempre con Kevin Costner
          – L’ultimo dei Mohicani
          – Tutti i film di Bud Spencer e Terence Hill 😁
          – Al di là dei sogni con Robin Williams (lacrima assicurata)

          Da rivedere prima o poi Platoon, Il nome della rosa e Il thè nel deserto.

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        8. Va bene 😀 per non parlare poi di Avatar, Mad Max (l’originale e il remake), Tron, l’aereo più pazzo del mondo e tutti i film di Mel Brooks, Frankeinstein Junior su tutti 😁

          Ok, adesso ho finito sul serio con i film 😎

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  2. Quando uscì la serie tutti a gridare al capolavoro e io a fare i capricci: se la vedono tutti, io non la vedo! Io oooooodio Dexter (con la voce di un puffo) Poi dopo non so quanti anni vedonper caso la prima stagione e l’adoro: vuoi vedere che per una volta sono d’accordo con la maggioranza? Che mi è preso? Poi a metà della seconda stagione mi incazzo di brutto e interrompo la serie per non riprenderla mai più. Non ricordo perché ma trovai la narrazione insopportabile…
    Miei gusti e ricordi a parte, mi piace la tua definizione di “arco narrativo” verticale ed orizzontale, credo sia stata una grande invenzione televisiva. Sono cresciuto negli anni Ottanta con serie televisive dalla serialità totale, e meno male: erano trasmesse a casaccio da emittenti che ignoravano qualsiasi ordine, quindi non esisteva “orizzontale”, perché ogni episodio era solitario. Con “The Shield” (2001) ho scoperto che al di là delle trame di ogni episodio, un telefilm poliziesco può avere un arco orizzontale che dura una o più stagioni, e da allora l’ho ritrovato spesso nelle serie.
    Sono curioso di sapere cosa penserai di Dexter 2 😉

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    1. E non sai quanto son curiosa io, ahah 😀
      Tra l’altro mi sono messa in wishlist anche i romanzi. Il primo, che poi corrisponde all’intera prima stagione, è già in ordine; vedo se mi ispira e poi eventualmente mi sbafo il resto della serie.

      Guarda, la fEccenda della trasmissione “a caso”, detta in gergo tecnico “a cazzo di cane”, è un tasto doloroso. Non è da molti anni, ancora, che anche le reti nazionali han preso a mandare in onda, alternativamente, puntate nuove e puntate vecchie, per tacere del viziaccio brutto di via Merul- di interrompere le stagioni a metà, ed ammassare il finale di st. con il primo episodio della successiva… roba da matti.
      E il respiro tra una stagione e l’altra? E l’attesa? E chi ha l’Alzheimer e anche con i maledetti riepiloghi tra uno spezzone e l’altro non sa più dove abita e come si chiama, figurarsi come si chiamano i personaggi?!
      (Vabbeh, mi fermo, sennò son guai).

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      1. ahaha vero! Vedendo tanto di tutto, la mia memoria non tiene niente, è “labile e lavabile” (come dice Frankie NRG), quindi se la trasmissione non è lineare e continua, mi basta un attimo per cominciare a chiedermi “e quello chi è?” spezzando l’emozione.
        Da ragazzino non c’era problema, ogni puntata era a sé stante: Starsky e Hutch avrebbero inseguito e acciuffato i cattivi, potevi aver saltato dieci episodi o una stagione intera, al massimo avevano un’acconciatura diversa. Ma oggi se perdi una puntata puoi anche chiudere tutto, che non capirai più niente! Se l’emittente la salta – e questi infami lo fanno! – è un dramma…

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  3. L’ultima puntata dell’ultima stagione del serial Dexter andò in onda nel lontano 2013, più di 6 anni fa, ma per anni si continuò a parlare di essa ugualmente, malgrado i ritmi di consumo (prima ancora che di obsolescenza) del pubblico occidentale dei prodotti dell’industria culturale dell’intrattenimento siano rapidissimi e questo perché Dexter, assieme Breaking Bad, era in quel periodo considerata sul web la serie televisiva più cool in assoluto… Ovvio che fosse così, dato che finalmente i cattivi erano gli eroi e tutto il vojeurismo su sesso e violenza che il pubblico, soprattutto nordamericano puritano e calvinista, aveva sempre desiderato veniva spiattellato in TV davanti agli occhi di tutti…

    I cambiamenti della serie, le svolte di narrazione impresse dai vari showrunner che si sono succeduti e soprattutto il finale, tutto questo era oggetto di grandi discussioni in quel momento, con rischio di spoiler altissimo per coloro che la serie non l’avevano ancora vista: io stesso attesi per ben due anni prima di parlarne sul mio blog, finché nel 2015 la inserii come momento esemplificativo all’interno del mio articolo in cinque puntate sul rapporto tra trama verticale e trama orizzontale dentro il genere procedural e questo perché Dexter dopo anni continua ad essere una delle serie più viste e conosciute.

    Oggi mi fa una strana sensazione parlarne, soprattutto alla luce del fatto che nel tuo post dichiari di aver appena concluso solo la prima stagione: tutto quello che potrei dire sull’evoluzione della serie taglierebbe le gambe al piacere della tua visione, perciò rimando nel modo più categorico.

    Buona domenica, Cely!

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    1. Uomo saggio, non temere: ho dovuto fare una sosta obbligata perché la biblioteca ha chiuso per ferie proprio questa settimana, ma la seconda stagione è ai nastri di partenza per raggiungermi e le altre la seguiranno a ruota.
      Naturalmente il tuo post in cinque puntate mi interessa alquanto, mi ricordi il titolo che me lo cerco?

      Di sicuro è strano per me risalire indietro nel tempo come i salmoni controcorrente, ma del resto con Twin Peaks ho quasi toccato il mio decennio di nascita… presumo che le serie tv, in qualche modo, invecchino più rapidamente e in maniera evidente di quanto non facciano i film. Ma è solo un’impressione.

      E sì, ormai mi è davvero difficile ricostruire chi eravamo prima di sdoganare, o meglio porre su un piedistallo, violenza e brutture in quanto tali, e non intese come mero “male minore”.
      E’ abbastanza sconvolgente rendersene conto – dove “sconvolgente” significa scombussolante, più che terribile. Ci sono state altre frontiere abbattute dopo questa, e chissà, forse stiamo tornando circolarmente all’origine di tutto e la prossima serie cult sarà una gemella di Happy Days.

      Buona serata, fanciullo.

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        1. Oh, lo so bene che non ti piace autocitarti… ma io ti scoverò (o meglio: Io vi troverò, come in quel film con Neeson).
          Che poi, se tu non fossi “saccente” (userei un altro termine, ma ora ho la pasta che mi aspetta e non ho tempo di pensarci) non saresti tu, e che me ne faccio di un Kasabake amputato?

          Grazie, e figli mas-cioè, stai sicuro che me la godrò da matti a prescindere dalla mia valutazione ex post 😉

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      1. Nel mondo televisivo nordamericano anche l’incertezza è divenuta una merce da vendere… Sentiamoci tutti grandi, compriamoci la Groenlandia e fantastichiamo di essere il più grande paese del mondo… Fuck You, Trump… Ti manderei contro il vecchio Uncle Scrooge della gestione dei comics Disney scritti e disegnati da sua maestà Carl Barks… La buona vecchia destra repubblicana (I love you, Clint Eastwood!) svenduta ai populisti ipocriti del Tea Party, che riescono a rubare anche l’immagine del Cristo per i loro interessi… Bleah!
        Fine parentesi politica

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  4. Arrivo tardi, ma non posso tacere; ho avuto una vera addiction per Dexter, che ho visto in streaming, quindi molti anni fa. Non aggiungo commenti nè anticipazioni, guardatelo e divertiti, alla fine ne riparleremo. Do per scontato che tu lo stia vedendo in lingua originale. Sai che Debra è la figlia di John Carpenter?

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    1. Fantastico… in realtà no, lo vedo in italiano, ma penso che con la seconda stagione passerò a una doppia visione o ai sottotitoli… cambia molto, eh?
      Di Debra non sapevo, anche se il cognome mi ha subito fatto drizzare le antennine. Marvellous!
      Pensa che io me la ricordo come l’agente che badava a Brian in Limitless – che tra parentesi mi è spiaciuto veder cancellato, anche se davvero libro e film sono un’altra cosa: ma aveva dei toni più divertenti.

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      1. Avevo beccato per puro caso un episodio su una tv italiana, doppiato: non si poteva sentire! Soprattutto Debra sembrava un’altra persona (e non ho capito come avranno tradotto tutti i suoi fuck ;). Mi permetto di caldeggiare la versione originale. E poi aspettati che arriva Keith Corradine, un bel po’ invecchiato rispetto a Nashville, ma sempre lui

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        1. Urca! Dài, mi riconverto subito in anglofona-con-testo-a-fronte 🙂
          In effetti, Debra non so, ma Dexter l’ho sentito in una clip e beh, mi par proprio che ci guadagni.
          E’ ora di fare il salto e bilinguizzarmi.

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