Film .24: Man of steel, Zack Snyder

La prima mezz’oretta di Man of steel mi ha ricordato che, compilando il CineMeme, avevo scordato di dire quale fosse il genere che, nel cinema, mi piaceva meno. Lo faccio ora, semplicissimo: la fantascienza… ebbene, quella parte è scritta decentemente e occorre a tutti gli effetti per capire la nascita di Superman, che poi è lo scopo del film… però che due grandissime palle, ragazzi. 
A momenti mi pareva di essere rimasta a Fantàsia, 1984.
Due cose mi han fatto sorridere, comunque: i due aggeggini volanti, Kelex e Kylor, che fanno tanto Siri / Alexa. E soprattutto i numerosi, ma nient’affatto sviluppati, agganci alla contemporaneità: lo sfruttamento intensivo (e definitivo) delle risorse energetiche di Krypton; il controllo delle nascite, il contrasto tra nascita naturale e nascita predeterminata-eugenetica in base ai lignaggi, con tanto di predestinazione di ruolo sociale, il contrasto tra possibilità di  libera scelta / dominio ed accettazione del caso vs. pianificazione totale… attraverso, anche la manipolazione embrionale.
Ecco, datemi di queste cose in abbondanza, togliete di mezzo i copricapi strani, e io adoro la fantascienza. Ma così NO.

In antitesi a questo mondo che mi puzza di artefatto e plasticoso, c’è un’umanità vorticosa e profonda nella quale è immerso il Clark pre-Superman.
Al minuto 23.00 circa, ci dice Il mondo è troppo grande, mamma. E cazzo, se ha ragione.
Al minuto 55.00 circa, un tornado si porta via il padre (e se all’inizio pensi Chi te l’ha fatto fare, alla fine pensi che Era necessario).
In mezzo a questi due estremi, e in essi stessi, ci sono colorazioni livide tra il blu ed il verde, una fotografia da temporale costante, e musiche estremamente simili a quelle dei Pearl Jam: quanto di meglio per esprimere l’idea di un’esistenza minata alla base dall’imprevedibilità e dallo sradicamento. E sopra, il carico: un ragazzo che non ha nome perché ne ha troppi, e un po’ troppo spesso si ritrova bagnato come un pulcino con i vestiti sbragati da scappato di casa.
Occhèi l’atto di fede, papà Jonathan, ma già ci ho una vitadimmerdatanto, e devo pure rischiare di complicarmela? Ah, devo, solo non subito? E va bene…
Io in questo ci ho letto la mano di Nolan, che però adesso non ricordo per niente su quali parti del film sia intervenuto, fino a che punto e in che ruolo (sceneggiatura?). Ad ogni modo, angst angst angst!

clark-kent.jpg
 

Pulcino bagnato.

 

Dunque, finora abbiamo: astronavi cugine dei tripodi de La guerra dei mondi, alieni rincorsi dall’Fbi, richiami a Smallville (Lana, per es.), richiami cristologici – leggi la S simbolo del casato che poi starebbe per “speranza”; lo spiegone di Jor-El sul fatto che gli umani l’avrebbero considerato un dio (immaginatevi poi i complottisti con la teoria sugli Elohim… sigh); e i 33 anni di Clark passati nel “nascondimento”: c’è solo una differenza di tre anni secchi ma dato che alla fine muore e risorge comunque, ce li facciamo andar bene: tutto fa brodo, e tutto fa Cristo.
Senza dimenticare la parte migliore: tutta la lotta tra Superman e Zod, incluse le scene allusive all’11/9 con aerei che sfondano grattacieli già in procinto di crollare, magari sotto la sferza dei raggi provenienti dagli occhi dello Stronzo Intergalattico che segano in due anche la Wayne Financial – tutta roba ripresa in modo perfetto nel successivo Batman v Superman. E le scene minori, ma non meno spettacolari, di lotta tra il seguito dello S.I. e gli umani.
Come ha avuto modo di imparare Faora, una nobile morte è già una ricompensa (unica altra citazione cult, oltre allo sciopone di Clark nello sgabuzzino della scuola e allo scambio di ehm, opinioni a seguito dell’abbattimento del drone). Si vede però che i militari intervenuti non la pensavano proprio così, perché si sono limitati a sentenziare “Non è una dei nostri”, ma a fermarla manco c’han provato, con l’eccezione ovviamente del Colonnello Volante Hardy (era colonnello, poi?).
Certo, non mancano i momenti esilaranti (chissà quanto voluti). Dal premuroso Andate dentro, è pericoloso che Superman rivolge a dei cittadini terrorizzati davanti a un negozio – beata ingenuità: ma è proprio questo candore assoluto, che nemmeno con il Lavasbianca lo si ottiene, a piacere tanto! – all’adirato Pensi di poter toccare mia madre?! (eccola che ritorna, o meglio che precede il Pianto Collettivo Su Martha di BvS).

ma-of-steel-dark.jpg
 

Non fate alterare Clark. La Mamma è sacra.

 

La cretinata galattica

Due citazioni per avviarci verso i titoli di coda.
La prima è una cretinata, appunto, messa in bocca a Faora. Roba che per esseri evoluti è proprio da vergognarsi:

Il fatto che tu [Superman] abbia un senso morale e noi no ci dà un vantaggio evolutivo.
E se la storia ha provato qualcosa, è che l’evoluzione vince sempre.

Non a caso, son stati tutti sterminati, tiè.

Lo spottone American Pride

Dopo aver fiondato un drone davanti al muso della jeep del generale Swanwick, alla questione sull’uso per il bene o per il male dei propri poteri Superman dà, alla fine, una non-risposta. Anche piuttosto paracula, direi. Eppure m’è piaciuta, mi sta bene. E’ questa qua:

Generale Swanwick: Ma è diventato matto?
Superman: Uno dei vostri droni ricognitori…
G.S.: E’ un giochetto da dodici milioni di dollari!
S.: Lo era… lo so, vuole scoprire dove appendo il mantello. Lasci stare.
G.S.: Allora le farò una domanda ovvia. Come sappiamo che un giorno non agirà contro gli interessi dell’America?
S.: Sono cresciuto in Kansas, generale… non potrei essere più americano.

Capito, adesso, perché Superman ha gli stivali le scarpette rosse?

46 pensieri riguardo “Film .24: Man of steel, Zack Snyder

  1. ahahh quindi se Superman batte i tacchi tre volte torna su Krypton o in Kansas? 😀 😀
    La “deriva cristiana” di Superman purtroppo ha profonde radici nei fumetti, dove non sono andati “leggeri” come nel film: parliamo di titanici mammuth che si muovono in minuscole cristallerie, gli americani non sono famosi per la sottigliezza… Intendo dire che da lettore avrei trovato stuzzicante una trama che giocasse a paragonare Superman ad un novello Gesù, se questo però avesse significato una buona sceneggiatura: quest’ultima richiesta è ovviamente impossibile, quindi si finisce a colpi di metaforoni di grana grossa.
    Ah, e malgrado quello che viene detto nel film, è stato proprio il senso morale ad essere stato privilegiato nell’evoluzione sociale…
    Comunque questo “Man of Steel” credevo fosse il film più noioso della storia del mondo: poi ho visto “Superman vs Batman” 😀
    Da appassionato di fantascienza non posso che chiudere dicendoti che questa NON è fantascienza: è “supertutine” o “superpigiamini”, un genere totalmente diverso 😛

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    1. Meraviglia.
      Grazie grazie grazie, con buona pace degli appassionati di Star Trek faccio fatica a non fare paragoni umilianti… soprattutto per MoS, che è di questa decade e non di decenni fa, quando le tutine erano state sdoganate dall’aerobica in tv 😉
      Scherzi a parte, è un vero peccato che si sia sacrificato un discorso così promettente, anche se certo non poteva diventare il nucleo di questo tipo di film, a favore delle tutine – ecco, faccio mia questa definizione che mi salva dalla confusione.

      Dài, il mio adorato BvS peggiore di MoS?
      Noooo pensa che nel mio riepilogo mensile, che ho iniziato a sistemare ieri, gli ho attribuito persino mezza stelletta in più 🤣

      A me il discorso della “morale” ha dato noia sì per quel che dici giustamente tu, ma soprattutto per un altro motivo: e cioè che, semplicemente, umani o alieni che siano non esistono individui che possano vivere senza morale.
      Ne avranno una distorta, una cattiva, diamole tutti gli aggettivi che ci pare e discutiamone, ma se ti definisci “senza morale” per conto mio sei soltanto “senza cervello”.

      quanto alle scarpette… quello che poni è un falso problema.
      Perché Krypton è collocato esattamente nel cuore del Kansas 😎

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      1. Nella narrativa americana capita spesso il super-cattivo senza morale, probabilmente erede di cattivi di shakespeariana memoria: essendo il Bardo lettura scolastica per tutti i giovani americani, fa parte integrante della cultura popolare. (Tipo il discorso di incitamento dell’Enrico IV che puoi ritrovare in qualsiasi film di guerra, Matrix compreso! ^_^)

        Durante BvS ho avuto esperienze di scissione corporea, mi sono visto dall’alto e non mi sono piaciuto! 😀 Scherzi a parte, ho in generale un serio proplema con le super-tutine a fumetti, ho problemi maggiori con le super-tutine al cinema e ho problemi ancora maggiori con la pesantezza DC-Warner, quindi sicuramente non sono oggettivo nel recensire quel film 😛

        Somewhere, over the Krypton, skies are green… 😀

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        1. … sometimes I dream upon a planet, wake up where the clouds are far behind, meeeee!
          Sulla questione DC-Warner sono felicemente ignara, o meglio, comprendo che è come parlare di Brescia vs. Bergamo o Roma vs. Lazio o Pisa vs. Livorno ecc., ma non sono attualmente schierata anche perché non conosco abbastanza né l’una né l’altra.
          Anche se… insomma, dài, i personaggi DC son più fichi, eheh 😉 (Alla faccia della neutralità).
          Comunque sta circolando su Rai5 (e presumo dunque anche su RaiPlay) un documentario sulla quasi-morte e rinascita (a botte di iniezioni finanziarie) della Marvel. L’ho beccato ieri notte per caso e mi son vista un bel pezzo. Boh, magari ti fa ridere 😀

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        2. Mi pare sia stato Leo Ortolani a cogliere in pieno le differenze tra DC e Marvel: la DC cammina in processione e prega sui propri peccati, la Marvel fa il trenino di Carnevale, brindando e cantando 😀
          Scherzi a parte, obiettivamente la DC è seriosa e cupa mentre la Marvel è storicamente scherzosa e frizzante, ma di fondo deve piacere lo stile: a me non piace, quindi sono fregato a prescindere 😛

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        3. Ma è fantastico: allora non mi sbagliavo, ho un cuore fottutamente DC! 😁😁😁
          Ortolani è così “cinico” che le processioni le guarda a bordo strada con in mano i pop-corn.

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    2. p.s.: ho corretto i ben TRE refusi della mia risposta.
      Ed ho modificato la desinenza “la morale-diamogli”.
      Potere di Baglioni.
      (Se ti capita di vedere le q maiuscole nei tuoi commenti diventare minuscole senza preavviso, sono io che le modifico perché quelle grandi non le sopporto. Ma proprio che mi fanno star male fisicamente – immagina dunque come sono messa mentalmente… per il resto, obviously, non ti sarà fatto alcun male).

      Ora vado, le faccende del mondo prosaico mi chiamano.

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  2. Purtroppo Man of Steel non mi è poi tanto piaciuto. Ha dei momenti belli, penso tutto grazie alla sceneggiatura che riesc a tirare fuori dei bei momenti. Il punto è che non mi piace come si arrivino a certi punti. I flashback dovrebbero cercare di movimentare molto di più il film ma in un certo senso ti fanno empatizzare molto pù in là con il protagonista che inizialmente non ha un grande spessore. Soprattutto non mi piace come hanno destito la prima e la seconda parte. Nella prima parte si avvia un percorso di crescita di Clark per diventare Superman e soprattutto per scoprire chi è veramente. Poi all’improvviso questa crescita si interrompe e si passa all’arrivo dei kryptoniani ribelli sulla Terra. Le due parti non sono collegte bene e cosa peggiore di tutte alla fine del film Clark non è maturato, non è diventato Superman (e non lo diventa neanche in Batman v Superman). Io penso che il problema principale sia come Snyder abbia gestito il tutto, in modo abbastanza confuso e roccambolesco. Non mi è piaciuto il disastro che hanno combinato con la distruzione della città. E’ normale che durante uno scontro tra due titani simili la città venga distrutta, ma l’hanno praticamente rasa al suolo. Poteva anche provare a portarlo da qualche parte più isolata per evitare danni enormi. Invece mi è piaciuta una scelta che ha fatto discutere tanti. Il fatto che Superman uccida Zodd. Certo, lo fa perché non c’era altra scelta, ma è comunque qualcosa che gli ha fatto male perché Superman ci tiene alla vita e anche se Zodd era un folle e un criminale non voleva che morisse per mano sua. Anche nei fumetti è successo che Superman uccidese Zodd e i suoi scagnozzi e per questo decide di andare in esilio nello spazio per riflettere sull’accaduto e per cercare delle risposte.
    E’ un film abbastanza altalenante e forse aveva bisogno della regia di un altro regista (purtroppo per quanto mi sfozi non riesco a criticare bene l’operato di Snyder).

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    1. Grazie per il commento.
      quello del rispetto per la vita, anche criminale, è un aspetto che lega Superman e Batman, a quanto pare. Io in questo caso non ho trovato tante sbavature, anche se mi sono rivista la scena in cui Zod usa i raggi “oculari” per far fuori due umani ranicchiati in un angolo (che credo siano effettivamente morti), perché non ero certa che Sup si disperasse per loro, oppure per Zod stesso, appunto…
      … sulla maturazione di Clark non mi esprimo perché non sono in grado di fare confronti con i fumetti – ma penso che tutto sommato gli eventi rapidi seguiti all’arrivo di Zod non siano affrettati: Clark benedetto ha avuto trenta lunghi anni per abituarsi a tutto il discorso proteggi-la-Terra, per quanto gli mancassero alcuni dettagli 😉
      In ogni caso, dato che è riuscito a farmi piacere Superman, a prescindere dal resto un applauso a Snyder lo faccio 💜

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    1. Ahah, vero… ma il buon (?) Cthulhu non è né umano né alieno, è una cosa altra.
      Ma proprio “altra fess”, come diremmo qui 😁
      (A voler fare i seri potremmo dire che con Cthulhu la questione non si pone, perché anche se viene descritto come dotato di intenzioni, è pur sempre il pronipote di Azatoth, e secondo me ne condivide in fondo le caratteristiche… trattandosi di esseri “ciechi e idioti”, una normale dotazione morale è impraticabile.
      Ma sto divagando… e soprattutto, non sono una persona seria! 😉 )

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    1. Concordo… mi appassionava, da ragazza, e ogni tanto recupero qualcosa con gran piacere, ma in generale l’ho abbandonato da un po’.
      Anche se di quando in quando mi càpita di sentire strani fischi e sussurri… specie al momento di passare dalla veglia al sonno… ma no, mi sbaglio, sono solo impressioni.

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  3. quando ti mostrerai per ciò che sei veramente, il mondo cambierà. quindi fino ad allora fatti i cazzi tuoi.
    – L’unica frase che Jonathan Kent sia mai stato in grado di dire al figlio adottivo.

    Uomo d’acciaio” (nella versione originale “すべての人間は、生まれながら” “Man of Steel“) è l’opera d’arte cinematografica di Zack Snyder, giocatore sotto contratto dell’Al-Gharafa Sports Club e regista amatoriale nel tempo libero.

    L’idea per questo remake dell’amato(?) supereroe DC è nata nella mente del centrocampista dopo aver ricevuto una pallonata in testa durante un allenamento, quindi una probabile illuminazione divina.

    qualche nerd sostiene che si sia invece ispirato all’omonima mini-serie a fumetti, ma questa teoria risulta alquanto improbabile, soprattutto dopo la visione del film.

    questo lungometraggio inoltre rende ancora più plausibile l’accusa fatta dalla DC secondo cui un fumettista giapponese avrebbe preso spunto dalla trama di Superman per scrivere un suo manga, Le palle del drago, il quale comunque ha avuto un discreto successo in patria, ma è praticamente sconosciuto qui in occidente.

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  4. Oh my gosh! 😅
    Ne deduco che ami Superman.
    E in particolare il ritratto che ne fa Snyder 😉

    Le palle del drago mi è noto, l'ho collezionato per un po' finché tutte quelle palle (appunto) non finirono per pesare troppo. Sette per ciascun numero, capirai…

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    1. Aargh, ‘cidenti.
      Purtroppo non ho accesso a NESSUNA piattaforma, streaming o affini che sia (a meno che questa non sia completamente gratuita… ma non credo, uh?).
      Leggo ovunque che merita parecchio, e mi son fatta un’idea di che cosa tratta, ma nulla di più: se ne dovessi scrivere tu, comunque, fammelo sapere: in fondo se leggo tanto, su cartaceo e in digitale, è anche per appropriarmi di mondi che in cui non posso entrare direttamente.

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  5. Mi sento uno dei pochi, forse perché siamo meno rumorosi o è solo una mia impressione, a ritenere questo film un buon cinecomic. Come gli assediati ad Alamo, difendo strenuamente un approccio differente al concetto di Supereroe che attinge dalla fantascienza, pone determinate questioni morali (non senza qualche inciampo ma è già qualcosa), adotta un schema narrativo non super-lineare come le produzioni Marvel usa e getta (i cosiddetti capitoli intermedi tra i grandi eventi del MCU) ci hanno abituato. Trovo il combattimento con Zod da cardiopalma (con alcune reminiscenze alla mia infanzia in cui guardavo, saltuariamente, gli eterni combattimenti di Dragon Ball) e l’idea del diverso che fin dalle prime battute è stata uno dei perni del film. Ci sono le leggerezze (continuo ad avere forti perplessità per una scelta di un tornado, un cane ed una morte atroce) ma la cosa che fa più male al sottoscritto è che film del genere non ne vedremo forse più, sopratutto dedicati al nostro Kal-El, visto che il pubblico preferisce altre minestre (che divoro e apprezzo, pur non ritenendole l’unica ricetta possibile quando si ha a che fare con eroi in calzamaglia et simili).
    Ogni parola dedicata a quel geniaccio di Zimmer sarebbe superflua. La colonna sonora renderebbe epica anche la discesa delle scale di casa propria.
    In conclusione, mi è molto piaciuto un Superman imperfetto, che commette errori e malgrado tutto va avanti. Non è forse questo a poter farci immedesimare, almeno per qualche frazione di secondo, in un essere semi-divino?

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    1. Benvenuto! Grazie per il commento, per il follow, ecc. ecc. 😉

      Partiamo dal fatto che in brevissimo tempo dall’indifferenza totale son passata all’entusiasmo per le “supertutine”, e che se prima avrei dato fuoco a Superman ora un volo estatico sopra lo smog viola dei Colli Albani con lui me lo farei…
      … mi hai fatto sorridere paragonando il combattimento con Zod a quelli di Dragon Ball, di cui mi sono imbottita bene bene pure io nei numerosi pomeriggi al rientro dalle superiori 😄 In effetti, l’idea è quella: Zod attacca, Superman lo contrasta con un Kamehameha – cioè, volevo dire, buttandoglisi contro sonicamente – e l’impatto genera una sfera esplosiva che deflagra e si irradia tutt’attorno nell’universo 😀

      Del tornado non farmi parlare, capisco l’atto di coraggio e lungimiranza per il futuro del figlio e tutto quanto, capisco l’affezione al cane, ma: un tornado. Vabbeh che siamo in Kansas, però. E soprattutto: ti sbatti a salvare il cane, ci sei quasi e avresti qualche secondo per almeno tentare di portare entrambi fuori dal raggio d’azione di Marylin o come diavolo l’avranno chiamato quella volta, e tu che fai? Ti fermi in contemplazione. E’ una scena commovente, oh, intendiamoci. Però come fai a vederla senza metterti ad urlare Corri, coglione!?

      Alla tua domanda finale, non posso che rispondere SI’.
      E ne abbiamo bisogno.
      Poi, certo, ad ognuno i suoi eroi, e a noi (anche) questi ❤

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