Intenzioni di preghiera (Covid19)

La faccio breve, anche perché questo post – nient’altro che un listone – sarà lungo.
Il titolo dice già tutto: dato che di persone, situazioni, speranze per le quali pregare – anche limitandosi all’ambito del virus – ve ne sono innumerevoli, e che ogni giorno me ne vengono in mente di nuove; sia per ricordarmene sia per dare un input a chi volesse approfittarne vado ad elencarle qui. Per comodità mia inserisco anche delle intenzioni personali, che ritengo possano comunque farvi nascere associazioni mentali utili.

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Dunque, in ordine sparsissimo, una preghiera:

  • per chi è rimasto inchiodato a casa da solo ed, essendo anziano e magari con qualche malanno, è in difficoltà. Vale doppio per chi non ha figli / fratelli o li ha ma vivono distanti;
  • per chi al contrario con un genitore, figlio, altro familiare malato ci convive, e rischia di non reggere la fatica, la tensione, la difficoltà di farsi capire e farsi dare retta sui provvedimenti sanitari ed i comportamenti da tenere;
  • per tutti caregiver, familiari e non. Perché non mollino la presa e si sentano accolti da qualcuno, perché abbiano una valvola di sfogo, perché non cedano alla tentazione di sfogarsi sul malato a loro carico rischiando di infliggere una ferita irrimediabile.
    Per chi fra loro, e anche in generale, non ha retto ad una concomitanza di guai e ha mollato la presa, suicidandosi;
  • per i disabili e in particolare i malati cronici, gli immunodepressi. Perché vengano protetti e non vengano lasciati soli da uno Stato occupato a fronteggiare l’emergenza, perché non vengano ulteriormente ridotti i loro diritti con la scusa che le risorse non sono sufficienti;
  • per le assistenti sociali, e chi fa (ancora) volontariato;
  • per le donne abusate, che non hanno più neppure la scusa di una piccola spesa un po’ frequente per uscire di casa, e che in questo momento vedono moltiplicarsi le occasioni di irritare il proprio aguzzino. Per i loro figli e per tutte le situazioni di abuso che neppure immaginiamo;
  • per i senzatetto, che non possono scrivere da nessuna parte #restoacasa;
  • per i carcerati, che è giusto restino dove stanno ma potrebbero starci e sarebbe giusto ci stessero meglio.
    Per gli agenti penitenziari.
    Perché tutti abbiano dispositivi di protezione e un ascolto maggiore in questo momento.
    Perché gli evasi non ancora recuperati vengano recuperati. Perché a nessuno venga permesso di approfittare della situazione di merda per infilare un indulto, un’amnistia, o fetenzìe anti-autoritarie varie;
  • per gli immigrati assembrati senza possibilità di distanziamento sociale nei vari centri accoglienza;
  • per chi appartiene alle forze dell’ordine;
  • per i medici, gli infermieri, gli OSS ed ASA sul campo, perché possano lavorare in sicurezza, non cedere alla stanchezza, riuscire a garantire delle cure adeguate nei limiti del possibile e perché nessun altro di loro s’ammali. Perché agiscano con coscienza e non dimentichino che le circostanze terribili non li autorizzano a lavorare male;
  • per i dirigenti dei medici ecc. di cui sopra, le amministrazioni sanitarie tutte, perché sbroglino almeno un po’ il casino con qualche genialata che poi fare genialate è proprio competenza delle amministrazioni.
    Per il beneamato e bistrattato Sistema Sanitario Nazionale, perché regga, e smettano di metterglielo in culo e comincino piuttosto a fargli carezze.
    Per i farmacisti, per i ricercatori che stanno lavorando sulle genetica del virus ed alla preparazione di un vaccino;
  • per i contagiati, che siano in isolamento a casa propria o ricoverati, per chi sta in terapia intensiva / rianimazione, per chi si trova in agonia in questo momento, per i suoi familiari e chi l’assiste.
    Per i sanitari ed i dirigenti delle associazioni nazionali che si occupano delle condizioni di terminalità, perché sappiano distinguere la necessità di stabilire una priorità per la cura dalle molte spinte ideologiche che oggi vorrebbero svalutare la vita non autosufficiente o non autonoma: la terzà età, la vita intrauterina, le disabilità gravi, promuovendo codici etici e giurisprudenze favorevoli ad aborto, etutanasia, equiparazione dello stato vegetativo alla vita “vegetale” con annesso saccheggio degli organi;
  • per chi è ricoverato in rsa, rsd ecc., specialmente se non in grado di comprendere cosa sta succedendo e perché non vede più i familiari;
  • per tutti i morti a causa del virus e per i loro cari rimasti;
  • per i sacerdoti, che sappiano scegliere con chiarezza cosa fare, comunicare con efficacia ai fedeli senza lasciarsi trascinare dall’opinione pubblica e senza esternazioni personali gratuite, e sappiano soprattutto insistere nell’impetrare la protezione divina;
  • per le mamme, le nonne e le zie, perché sappiano restare salde e trasmettere a figli e nipoti serenità, oltre che senso di responsabilità;
  • per i vicini di casa, anche quelli meschini (io non riesco a desiderare davvero che stiano bene, ma chiedo che non debbano soffrire per la perdita o la malattia di un loro caro);
  • per i politici chiamati ad occuparsi del casino, perché limitino i danni del virus e non ne aggiungano di propri, o almeno non troppi.
    Per gli amministratori locali, compreso quella faina del mio sindaco.
    Per i sindacati, che spero di sbagliarmi ma ho l’impressione stiano montando proteste che davvero non ci aiutano;
  • per chi è rimasto, volente o nolente, al lavoro. Perché gli venga fornita adeguata protezione.
    Per chi invece è stato lasciato a casa, non solo fisicamente ma con l’interruzione probabile o sicura del contratto, o con la promessa di riprendere quando sarà possibile ma senza tutele, senza stipendio o cassa integrazione o null’altro; per chi al lavoro ci va ma era sfruttato prima ed è sfruttato tanto più adesso – per esempio i fattorini.
    Per i commessi di supermercato.
    Per i rivenditori di Amuchina, guanti, mascherine e respiratori, tra i quali i ferramenta, perché non approfittino della necessità di questi presidi per lucrarci;
  • per chi si occupa, pur con tutte le limitazioni del caso, di mandare avanti l’industria dell’intrattenimento. Non, evidentemente, i gestori di cinema e teatri, ma per esempio tutta la gente della televisione, che un po’ (poco) ci informa e un po’ (tanto) ci distrae, e ne abbiamo bisogno;
  • per i giornalisti (e i distributori che ci consegnano i quotidiani), gli autori, i conduttori e gli showman televisivi e radiofonici, perché facciano meno spettacolo, siano meno ripetitivi e ingessati, facciano vera informazione innanzitutto invitando esperti degni di tal nome e non avendo paura di comunicare alla gente in modo preciso e approfondito. Non c’è male, in momenti simili, peggiore del qualunquismo, del pressapochismo e della concezione di spettatori e pazienti e cittadini come di bambini idioti.
    Per noi blogger, perché possiamo continuare ad esserci d’aiuto a vicenda.

24 pensieri riguardo “Intenzioni di preghiera (Covid19)

    1. Il fatto è che nessuno è ancora fuori rischio, quindi in salute è un po’ azzardato 😉
      Però sì, alcuni ci stanno meglio di altri. Gli agorafobici, per esempio XD
      Ah, e ho tralasciato la Protezione Civile.

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    1. E’ la norma, temo… comunque ho scordato almeno la Protezione Civile, che ha tutto il mio appoggio, ma… sarà perché ogni due minuti, in tv, TUTTI ti chiedono di dar soldi – e non sempre in modo diretto – per i suoi servizi? Che, vorrei ricordare, sono un dovere dello Stato?
      Ma bando alla polemica: in cinquanta avemarie – più spesso quaranta, non chiedermi perché ma alla quarantina sbrocco – ci sta dentro un sacco di gente 🙂

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    1. Non mi stupisce ciò che leggo, ma mi ferisce molto.
      Pensando all’Italia l’ho presa più larga, ed ho messo in elenco pur qualcosa, cioè il rischio che ci si approfitti della situazione per scartare, letteralmente, i presunti meno “degni” – in realtà i meno graditi – ed i più deboli, come già si tende a fare ma senza sbandierarlo troppo (facendolo poi diventare la norma una volta superata l’emergenza).
      In questo caso la scelta barbara è più estesa, e più scoperta. Anche a questo del resto servivano gli Alfie, gli Isaiah ed i Charlie; oltre a tutti gli altri che di questa “civiltà” sono morti…

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  1. (se il mio commento ti infastidisce, ignoralo. lo scopo di questo commento non è quello di farti arrabbiare)
    io avrei fatto una preghiera semplicemente per le brave persone, mentre per le cattive no. tu invece praticamente preghi per tutte, non è così?

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    1. (No, non mi infastidisce. Mi ha fatto sorridere, pensa te).

      Pregare per chi pensiamo lo meriti è normale – vedi alla voce “vicini di casa”… gli uomini sono fatti così. Però da cristiana so che, appunto, siamo fatti così perché ci siamo un po’ persi per strada: siamo nati dritti ma siamo cresciuti storti.
      Emotivamente è difficile pregare per il bene di una persona che ritengo meriterebbe tutt’altro, tipo una bastonata sui denti o delle vere disgrazie. Infatti ti confesso che mi arrischio ad accennare una preghiera in suo favore, affidandola a chi ce la fa a volerle davvero bene cioè ovviamente Dio, solo quando mi sento più che equilibrata. Sennò va tutto in vacca, ti lasci prendere dai pensieri, più che normali, di morte&distruzione, cadi in tentazione ecc.
      Razionalmente invece io so che una persona umanamente meschina e dannosa non ha meno diritto ad una buona vita (= a non esser danneggiata a sua volta) di quanto ne abbia io. Come ho imparato e dico spesso, perché inquadra bene la questione e soprattutto aiuta a mettere le cose nella giusta prospettiva pratica, Cristo ci ha chiesto di amare il nostro prossimo – ossia di volere il suo bene ed agire per ottenerglielo -, non di farcelo piacere, a tutti i costi e ipocritamente. Così è fattibile seguire il comandamento, altrimenti ti lascio immaginare…! 😉
      Comunque, per chiudere la pappardella, naturalmente la risposta è sì, prego per tutti se appena mi riesce ed anzi in particolare proprio per quelli che invece vorrei vedere morti (in senso letterale e non metaforico, tipo quando uno è persino un pericolo concreto per me).

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      1. Grazie per la risposta argomentata e coerente. Credo nella tua sincerità.
        Come avrai intuito, io (che comunque non sono più cattolico e non credo in nessuna religione, ma forse potrei credere in Dio) ho da tempo abbandonato il “buonismo” che dice che ogni persona ha diritto di vivere, che, genericamente, trovo assurdo e fuori dalla realtà, mi dà l’impressione che ci si sforzi, per principio, di vedere le cose in una maniera anche se in realtà non la si vede così. Anche io un tempo ero così! Anche io, poiché venivo da una cultura “di Sinistra”, dicevo che castrare un pedofilo era qualcosa che non si poteva fare e mi scandalizzavo (falsamente) se uno lo sosteneva… Poi però mi sono liberato di tutte queste ipocrisie, sono diventato (o meglio ho preso coscienza di essere) anarchico (che vuol semplicemente dire aver compreso che dietro ogni Potere c’è sempre l’abuso) e ho mandato a quel paese le cose che sempre le “brave persone” ripetono a pappagallo senza nemmeno sapere cosa vogliano dire. Così oggi ho una visione molto semplice e chiarissima del mondo, che non può essere quel Paradiso Terrestre che potrebbe essere proprio a causa di quelle persone “cattive” che vogliono sempre fregarti, arricchirsi, esercitare un potere (e anche il Sistema c’entra, nel senso che se pure eliminassimo quelle persone, ma rimanesse lo stesso Sistema intatto, giungerebbero altre persone subito pronte a prendere il loro posto, ma non voglio divagare ancor di più).
        Detto questo rispetto te e la tua visione. Non credo ti farò mutare punto di vista. Però, dato che sei una una persona indubbiamente intelligente, confido che possa farti venire un piccolo dubbio, che magari un giorno sfocerà, chissà, in una tua evoluzione-epifania. 🙂
        Adesso ti lascio con una citazione di Calvino in cui credo molto, sulla quale tu non dovresti essere completamente d’accordo, avendo la visione che hai, perché sottintende in pieno quel che penso io:
        “Non amo la gente per il fatto semplicemente che è al mondo. Il diritto di esistere deve guadagnarselo, e giustificarlo con quello che si dà agli altri.” Italo Calvino

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        1. In effetti sì, abbiamo visioni delle cose non solo discordanti, ma proprio opposte. Fai bene a credere che non cambierò pensiero: è una delle poche cose certe della mia vita. Non perché abbia convinzioni granitiche, però, ma perché il percorso che tu racconti di aver fatto io l’ho già attraversato, e in senso inverso. Parlo della fede, naturalmente, non della politica, anche se spesso – e in questo caso mi pare sia così – le due si intrecciano negli esiti.
          Tanto per farti capire, senza entrare nel merito che già ho dato – ho pagato il mio tributo -, nel mio curriculum trovi, a ritroso, che sono stata: cristiana aconfessionale (con nel mezzo un’esperienza protestante di due anni), agnostica, noachide, satanista razionalista, atea non militante né fiera di esserlo, e andando ancora più indietro monoteista pura e selvatica.
          Mi pare che Calvino non avrebbe potuto essere più esplicito di così. E lo ringrazio, perché motiva da sé il mio disprezzo, senza che ci si debba spendere tante parole: esattezza, una delle sue sei lezioni.

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